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Jabil: lettera addetti a Ceo in Usa, Marcianise sia centrale

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Gennaio, 2024, 14:55:24 di Maurizio Barra

Si dicono “orgogliosi” di
appartenere ad una multinazionale come Jabil e chiedono che lo
stabilimento di Marcianise (Caserta) sia centrale tra i vari
siti produttivi europei, ma nello stesso tempo esprimono una
forte preoccupazione per le voci che si rincorrono sul futuro
produttivo e occupazionale. I lavoratori della rappresentanza
sindacale aziendale del sito Jabil di Marcianise si rivolgono
direttamente con una lettera al Ceo della multinazionale
dell’elettronica con sede negli Usa, Kenny Wilson, per
manifestare paure, senso di appartenenza, ma anche suggerimenti
costruttivi nell’ambito di una vertenza che si trascina da anni,
scandita da un forte ridimensionamento del sito, che oggi conta
425 lavoratori rispetto ai 700 di qualche anno fa, e dunque da
una cura dimagrante non ancora conclusa, visto che l’ultimo
piano industriale Jabil prevedeva di scendere ad un organico di
250 addetti. Eppure i lavoratori lanciano all’azienda quasi un
“ramoscello d’ulivo”, che arriva dopo l’incontro di qualche
giorno fa con i sindacati, in cui è stato ribadito che la “Jabil
deve restare a Marcianise”. Per ora non c’è la volontà di
esasperare i toni, anche perché la cassa integrazione più volte
prorogata scade a fine maggio, in tempo dunque per trovare una
soluzione condivisa e che sia soprattutto la meno traumatica per
i lavoratori, già “scottati” dalle reindustrializzazioni
fallite, come quelle relative agli ex Jabil passati nelle
aziende Softlab e Orefice (i primi quasi sempre in cig perché
senza lavoro e i secondi licenziati). Contrari per ora ad altri
eventuale processi di reindustrializzazione – anche se questa
potrebbe essere l’unica strada nel caso in cui la Jabil
decidesse di proseguire sulla strada degli esuberi – i
lavoratorii si dicono certi che Marcianise possa “raggiungere
piena titolarità all’interno del gruppo e costituire il fiore
all’occhiello dei siti europei”. Attualmente Jabil produce
colonnine per la ricarica di auto elettriche per conto di Enel e
microchip per Pirelli.
Per Mauro Musella, dipendente Jabil e sindacalista Uilm, “lo
stabilimento ha enormi potenzialità ancora tutte da esprimere,
sia in termini di produzioni che qualità del servizio ai
clienti”.

   

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