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Mancano pediatri, esplode la protesta della Barbagia Mandrolisai

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 30 Gennaio, 2024, 17:07:16 di Maurizio Barra

Si riaccende la protesta dei
cittadini della Barbagia Mandrolisai per le carenze del servizio
sanitario nazionale. Questa mattina una delegazione del comitato
Sos Sanità Barbagia Mandrolisai, supportata dal coordinamento
dei Comitati sardi per la sanità pubblica, ha dato vita a un
sit-in di fronte alla sede dell’Ares, in via Peretti a Cagliari,
per potestare contro la mancanza di pediatri: su 14 comuni che
insistono nel territorio, non c’è neanche un medico in servizio
per la cura dei piccoli residenti.

   
“Questa è la prima protesta contro un’emergenza che sta
diventando insostenibile per la salute dei nostri bambini e per
la tranquillità dei genitori – spiega Bachis Cadau del comitato
Sos Sanità Barbagia Mandrolisai -: la partenza dell’ultimo
pediatra rimasto nel territorio era nell’aria da diversi mesi,
ma nonostante questo non si è intervenuto per rimediare e di
fatto dall’1 gennaio il nostro distretto socio-sanitario non può
dare assitenza ai bambini della zona più interna della Sardegna.

   
Si stanno violando i principi più elementari del servizio
sanitario nazionale che si propone di eliminare le barriere di
tipo economico, sociale e nel nostro caso anche geografiche,
visto che viviamo in un’area disagiata per strade e trasporti”.

   
“Abbiamo incontrato i dirigenti dell’Ares ma non sono
arrivate le risposte che cercavamo – racconta Franca Salvai,
mamma e attivista del comitato – Ci è stato spiegato che stanno
espletando tutti i bandi per le sedi carenti e che le
assegnazioni procedono celermente, ma le zone disagiate non
vengono scelte dai professionisti, neanche con gli incentivi. La
Regione non ha un piano B per noi ed è evidente che rimarremo
senza pediatra a lungo. Nel nostro territorio le mamme si
trasferiscono a Nuoro o a Cagliari per far nascere i bambini e
da ora in poi si trasferiranno anche per la semplice pesata del
bambino o la misurazione di crescita. Ma noi – promette Franca –
non ci arrenderemo: lo Stato e la Regione devono poter avere gli
strumenti per garantire la sanità pubblica anche nei nostri
territori”.

   
Alla protesta di oggi seguirà una marcia a Sorgono il 3
febbraio a partire dalle 10, che vedrà in testa al corteo le
mamme, i papà, i bambini e i nonni.

   

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