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Guerriero Capestrano in stemma e gonfalone Regione Abruzzo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 31 Gennaio, 2024, 17:53:06 di Maurizio Barra

L’effigie della scultura del
Guerriero di Capestrano compare per la prima volta nel nuovo
gonfalone della Regione Abruzzo: il nuovo stemma è stato
presentato a Chieti dopo la decisione del Consiglio regionale di
un rinnovamento. Oltre al tradizionale scudo sannitico a tre
fasce di colori nello stemma compare quindi una delle figure
iconiche dell’Abruzzo. L’opera porta la firma del maestro Mimmo
Paladino, esponente della Transavanguardia italiana; sotto lo
scudo è indicato il motto “Gentium vel fortissimarum Italiae”,
citazione di Plinio il Vecchio.

   
Nel museo, che ospita la statua del Guerriero, erano presenti
il presidente della Regione, Marco Marsilio, e il presidente del
Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, accolti dalla direttrice
Patrizia Colarossi, mentre Paladino è apparso in un video
messaggio. “A noi piace pensare che restituiamo al Guerriero di
Capestrano la sua antica funzione: custode a protezione del
proprio popolo – ha detto Marsilio. Al di là della
identificazione geografica del territorio, è un simbolo
identitario che unisce tutti gli abruzzesi. È stato da parte del
Consiglio regionale un grande salto di qualità: è stato
importante che l’approvazione del nuovo stemma sia avvenuta
all’unanimità perché uno stemma, un simbolo, non appartiene a un
partito, a una maggioranza, ma appartiene a tutti”.

   
“Il presidente Marsilio è stato il presidente che ha unito
tutto veramente l’Abruzzo superando qualsiasi campanile – ha
detto dal canto suo Sospiri -. Abbiamo ritenuto che fosse giusto
e opportuno inserire, nello stemma composto dai tre colori che
contraddistinguono il nostro paesaggio, un simbolo identitario
in cui tutti gli abruzzesi potessero riconoscersi. Per guardare
al futuro dobbiamo fare richiamo alle nostre radici, alle più
lontane, alle più solide. Per questo abbiamo pensato di inserire
all’interno del gonfalone della Regione Abruzzo, la figura del
Guerriero di Capestrano, il più importante ritrovamento
archeologico della nostra regione, risalente al VI secolo, con
l’aggiunta di una citazione di Plinio il Vecchio, che dimostra
quanto anche molti secoli fa si conoscesse la forza, la
determinazione e la capacità degli abruzzesi di rimboccarsi le
maniche”.

   

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