Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Troppo caldo, gli stambecchi diventano notturni e facili prede

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ultimo aggiornamento 31 Gennaio, 2024, 03:52:53 di Maurizio Barra

Il riscaldamento globale mette a
serio rischio gli stambecchi. Lo evidenzia una ricerca
dell’Università di Sassari secondo cui l’animale diventa più
notturno in risposta al caldo, anche nelle aree in cui vive il
lupo: il bisogno di vivere in condizioni termiche appropriate,
dunque, prevale sul rischio di essere predati. Per gli studiosi,
il cambiamento climatico, a lungo andare, potrebbe essere
pericoloso anche per altre specie poco adatte alle temperature
più elevate: la risposta dello stambecco, che col maggior caldo
si sposta in aree meno idonee, aumentando l’attività notturna e
accettando un rischio di predazione maggiore, potrebbe essere
messa in atto anche da altre specie tipicamente diurne.

   
Non solo: tali cambiamenti implicherebbero un peggioramento
delle condizioni di vita e un aumento del rischio di predazione,
essendo specie che si sono evolute per essere attive di giorno.

   
Lo studio è stato condotto da Francesca Brivio e Marco Apollonio
del dipartimento di Medicina Veterinaria con il contributo
dell’Università di Ferrara e delle due aree protette del Parco
del Gran Paradiso e del Parco nazionale Svizzero.

   
L’indagine dimostra che l’aumento di attività notturna in
relazione alla temperatura è simile sia nei maschi sia nelle
femmine, anche se queste ultime pesano circa la metà e hanno
corna decisamente più piccole, andando quindi incontro a un
rischio di predazione più elevato. “La ricerca mette in luce
un’ulteriore conseguenza del riscaldamento globale che forzerà
alcune specie diurne a essere attive di notte, accettando un
incremento nel rischio di predazione. Le conseguenze ultime di
questi cambi nel comportamento delle specie diurne non sono
ancora evidenti e bisognerà capire se potranno mettere a rischio
la conservazione di queste specie”, concludono i ricercatori.

   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.