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Nuovo colloquio tra Meloni e Orban prima del vertice Ue

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Febbraio, 2024, 15:15:59 di Maurizio Barra

Nuovo colloquio tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier ungherese Viktor Orban. L’incontro, a quanto si apprende, è avvenuto all’Europa Building, prima dell’inizio del vertice straordinario dei 27 sul bilancio comune e gli aiuti all’Ucraina. I due leader si erano già incontrati questa notte, in un hotel del centro di Bruxelles dove alloggia Meloni. 

Con Meloni Orban aveva parlato anche di Ilaria Salis, la ragazza italiana detenuta in Ungheria, le cui immagini ammanettata mani e piedi in tribunale hanno suscitato forti reazioni in Italia. 

“Ha potuto fare telefonate e non è stata isolata dal mondo, non è corretto dire così”, ha detto Orban ai cronisti, aggiungendo di aver “illustrato tutta la storia” alla premier. 

“I magistrati ungheresi – ha aggiunto – non rispondono al governo, la magistratura è indipendente, non posso influenzarli in nessun modo. L’unica cosa su cui posso intervenire è fornire i dettagli sulla detenzione ed esercitare un’influenza perchè abbia un equo trattamento. Tutti i diritti sono garantiti”.

Stamattina, prima del Consiglio europeo si è svolto un incontro ristretto tra la premier Giorgia Meloni, i vertici Ue, Ursula von der Leyen e Charles Michel, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, e il premier ungherese Viktor Orban

L’obiettivo è provare a convincere il leader magiaro a togliere il suo veto sul bilancio Ue. All’incontro era presente anche la segretaria generale del Consiglio, Thèrèse Blanchet. A dare notizia il presidente del Consiglio europeo, Michel, che ha postato una foto dell’incontro su X.

Il Consiglio si tiene in una Bruxelles blindata, con misure di sicurezza particolarmente stringenti nel quartiere europeo, a causa della protesta degli agricoltori: ieri sera i trattori si sono fermati alla sede del Parlamento ma oggi intendono manifestare davanti all’Europa building.

Ilaria Salis in tribunale a Budapest Ansa

Ilaria Salis in tribunale a Budapest

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, terrà l’8 febbraio, alle 10.30 alla Camera dei deputati e alle 12.30 al Senato della Repubblica – informa l’ufficio stampa del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani – l’informativa urgente del governo sulla vicenda di Ilaria Salis, detenuta in Ungheria.

“È un errore far trasformare una vicenda giudiziaria in una vicenda politica. Il governo si preoccupa del trattamento del detenuto, del rispetto dei diritti umani. Lo facciamo sia se è un estremista di sinistra, sia se è un estremista di destra, sia se è un detenuto normale”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ospite di ‘ReStart’ su Rai3, rispondendo a una domanda su alcuni commenti del leader della Lega Matteo Salvini sul caso di Ilaria Salis, la 39enne italiana detenuta in Ungheria.

Bruxelles - Incontro bilaterale Giorgia Meloni-Viktor Orban Ufficio stampa Palazzo Chigi/LaPresse

Bruxelles – Incontro bilaterale Giorgia Meloni-Viktor Orban

Balazs Orban, direttore politico del primo ministro ungherese Viktor Orban, interviene con un tweet sul caso di Ilaria Salis e respinge le accuse rivolte a Budapest di violare i diritti della detenuta italiana. “Un anno fa, l’attivista di estrema sinistra Antifa Ilaria Salis – che questo lunedì è arrivata sorridente alla sua riunione preparatoria – insieme ai suoi colleghi, si è recata in Ungheria e ha brutalmente aggredito dei passanti per motivi politici. L’ufficio del procuratore capo di Budapest l’ha accusata di tentate lesioni personali gravi come parte di un’organizzazione criminale e il procedimento legale ha seguito la legge ungherese, adattata alla gravità dei reati. Sembra ragionevole, ma a quanto pare non tutti sono d’accordo”, scrive Orban.

“I media di sinistra, le Ong e i gruppi di lobby hanno orchestrato un attacco contro l’Ungheria e hanno attaccato fisicamente un’istituzione culturale ungherese, il Collegium Hungaricum di Berlino, e hanno immediatamente iniziato a diffondere bugie inventate”, prosegue il direttore politico di Viktor Orban, che conclude: “Man mano che emergono maggiori dettagli, diventa evidente che queste accuse erano false. Lasciamo che il sistema giudiziario ungherese indipendente faccia il suo lavoro”.

 

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