Ultimo aggiornamento 1 Febbraio, 2024, 13:01:58 di Maurizio Barra
Diverse le novità annunciate per le autovetture: incremento degli incentivi per elettrico e ibrido plug in; contributo proporzionale all’età del veicolo rottamato; possibilità di rottamare anche le Euro 5. Il contributo massimo alla rottamazione sale da 5mila a 13.750 euro.
Per le classi meno abbienti, tra le varie misure, è prevista una maggiorazione del 25% dei contributi, oltre che incentivi per l’usato con rottamazione, fino a Euro 4, per i veicoli fino a 25mila euro.
I 950 milioni sono così ripartiti: 793 milioni per le auto; 35 milioni per ciclomotori, motocicli, quadricicli; 53 milioni per i veicoli commerciali leggeri; 20 milioni per l’usato auto; 50 milioni per il noleggio a lungo termine.
Il piano di incentivi per l’automotive “si fonda nella convinzione che si debba assolutamente cambiare rotta rispetto a quanto successo negli ultimi anni. Se quest’anno il trend non dovesse cambiare, nonostante le ingenti risorse che stiamo mettendo in campo, destineremo le ulteriori risorse del Fondo automotive esclusivamente a sostegno della nostra filiera e a incentivare nuovi stabilimenti produttivi nel nostro Paese”. Così, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il tavolo sull’automotive in corso al Mimit.
“Il nuovo piano incentivi per l’auto – ha proseguito Urso – va in tre direzioni, convergenti: sostenibilità ecologica, sociale e produttiva. Il primo obiettivo è infatti quello di stimolare la rottamazione delle auto altamente inquinanti, l’euro 0, 1, 2 e 3, che sono ancora il 25% del parco circolante nel nostro Paese. Il secondo obiettivo – ha detto ancora – è di aiutare soprattutto le famiglie con redditi bassi, attraverso un sistema graduale che prevede agevolazioni più significative per i nuclei con Isee fino a 30mila euro. Infine, di incentivare la produzione nel nostro Paese che negli ultimi anni si è drasticamente ridotta, malgrado gli incentivi predisposti che sono andati prevalentemente, sino all’80%, a vetture prodotte in stabilimenti esteri, anche della stessa Stellantis”.
“Oggi come abbiamo fatto i passato, ribadisco ancora una volta il nostro forte impegno nei confronti del Paese”. Lo ha detto Davide Mele, fresponsabile Corporate Affairs Italia di Stellantis che partecipa al tavolo automotive convocato dal ministro Adolfo Urso. “Abbiamo l’obbiettivo comune, insieme al Governo, alla filiera, ai sindacati e a tutti coloro che vivono tutti i giorni questo settore – ha affermato Mele – di sostenere la produzione di veicoli in Italia nei prossimi anni con l’ambizione di raggiungere anche il famoso milione di veicoli, (auto e veicoli commerciali) nel piano Df2030. Noi non ci tiriamo indietro ma riteniamo fondamentali alcuni specifici fattori abilitanti in questo cammino verso l’elettrificazione del parco auto italiano: gli impatti delle normative sulla continuità della produzione attuale a prezzi accessibili, il proseguimento a lungo termine di incentivi adeguati alla vendita di veicoli elettrici e del rinnovamento del parco, lo sviluppo della rete di ricarica per sostenere i clienti e la competitività dei costi industriali, incluso il miglioramento del costo dell’energia, che è chiaramente messo in discussione dall’offensiva cinese con un vantaggio competitivo del -30%. La produzione è strettamente correlata alla domanda di mercato e quindi se vogliamo puntare a determinati obiettivi dobbiamo tenere in grande considerazione non solo il produttore ma anche il cliente. In base alla domanda dei clienti, noi produciamo le auto e non il contrario”.
“Stellantis è più che mai convinta che se ogni stakeholder farà la sua parte, in modo concreto e proattivo, l’automotive nazionale potrà tornare a recitare il ruolo che si merita in un panorama europeo sempre più incerto ma che deve avere nell’Italia e nelle sue politiche industriali un esempio a cui guardare”.
“L’azienda ha investito diversi miliardi di euro nelle attività italiane per nuovi prodotti e siti produttivi, tra cui la gigafactory di Termoli e il Battery Technology Center di Mirafiori. Ciò che conta è la proiezione verso il futuro che intendiamo sostenere in tutti gli stabilimenti, lasciando la demagogia fuori dalla porta”.
Lo ha detto Davide Mele, responsabile Corporate Affairs Italia di Stellantis nel suo intervento al tavolo automotive convocato dal ministro Adolfo Urso.
“È necessario concentrare le nostre energie per trovare una convergenza per una soluzione che porti alla sostenibilità delle nostre attività in Italia, nel contesto dell’offensiva cinese sul mercato automobilistico europeo. Questa è la posta in gioco, niente di più e niente di meno. Stellantis, infatti, fin dalla sua costituzione ha lavorato con determinazione e velocità per anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i suoi siti industriali italiani” ha sottolineato Mele.
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