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Con riforma dell'emergenza in E-R -6% accessi al pronto soccorso

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 17:17:04 di Maurizio Barra

Sono diminuiti del 6% gli accessi nei Pronto soccorso dell’Emilia-Romagna dopo l’avvio della riforma dell’emergenza urgenza, nel raffronto tra gennaio 2023 e gennaio 2024. E’ uno dei dati presentati questa mattina in conferenza stampa dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini, in occasione del bilancio dei primi tre mesi di attività dei Cau, Centri di assistenza all’urgenza, a partire dall’inaugurazione lo scorso primo novembre di quello di Budrio, nel bolognese.
    Nei 30 Cau già attivi si sono registrati in tutto quasi 39 mila accessi (che superano i 50 mila considerando anche Ferrara, tra le prime realtà a partire in via sperimentale). Se ne prevedono 500 mila nel 2024, quando saranno inaugurate altre 20 strutture. Il tempo di attesa medio è di 90 minuti. Un bilancio giudicato dalla giunta più che positivo: “Ci siamo presi la responsabilità primi in Italia di fare una sperimentazione che in realtà sta diventando una certezza – commenta Bonaccini – noi non pretendiamo di insegnare niente a nessuno ma penso che questa riforma saranno costretti un po’ tutti a farla perché in diversi casi la situazione nei pronto soccorso è diventata insostenibile e se sentivamo il problema noi, immagino da altre parti. Abbiamo fatto questa scelta prima delle elezioni – sottolinea – e non è scontato come andrà, ma non abbiamo guardato al dato elettorale o al rischio di comprometterlo, abbiamo guardato al bene degli emiliani romagnoli e i dati ci stanno dando ragione”.
    Secondo l’assessore Donini, infatti, “i dati sono molto confortanti, il calo del 6% degli accessi nei pronto soccorso si è verificato in una situazione epidemiologica più forte quest’anno, tanto che noi ci aspettavamo un aumento degli accessi a gennaio, quindi vuol dire che i Cau funzionano e i cittadini sono soddisfatti – prosegue l’assessore – quando avremo a regime tutte le 50 strutture abbiamo l’ambizione di vedere crescere questa percentuale”.
    Nell’83% dei casi, le persone hanno trovato assistenza e cura nei Cau, il 7,5% è stato trasferito al Pronto soccorso; disturbi minori, problemi ortopedici, gastrointestinali sono i motivi di accesso più frequenti.

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