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Istanbul, uomo armato prende in ostaggio 7 dipendenti di una fabbrica Usa: liberati dopo 9 ore

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 08:51:11 di Maurizio Barra


Istanbul, uomo armato prende in ostaggio 7 dipendenti di una fabbrica Usa: liberati dopo 9 ore - foto 2

Tgcom24




 

Gli ostaggi

  Secondo il giornale turco Cumhuriyet tra i sette ostaggi ci sarebbero tre contabili e un project manager, mentre gli altri tre farebbero parte del personale di fabbrica. 

 

La polizia tratta la liberazione degli ostaggi

  Inizialmente la polizia ha cercato di negoziare con il sequestratore armato. Un uomo, Ismet Zihni, aveva riferito all’agenzia di stampa privata turca Dha che sua moglie Suheyla era tra gli ostaggi e aveva raccontato di averla chiamata. “Lei ha risposto ‘siamo stati presi in ostaggio, stiamo bene’ e ha riattaccato”, ha spiegato. 

 

Su un quotidiano turco la foto degli ostaggi

 Il quotidiano turco Sozcu ha pubblicato sul suo sito alcune immagini e un video che ritraeva i sette ostaggi, quattro uomini e tre donne. In una foto erano mostrate alcune “persone, in buona salute, che starebbero festeggiando un compleanno, con due di loro che si abbracciano”. 

 

Bloccato l’accesso alla fabbrica

 L’impianto in cui l’uomo era entrato in azione è situato alla periferia di Istanbul, nel nord-ovest del Paese. Si trova a Gebze, nella provincia di Kocaeli. Il giornale turco Cumhuriyet ha riferito che tutto è iniziato intorno alle 15 ora locale, le 13 in Italia.Oltre alla polizia, sono arrivati diverse squadre mediche e la strada in cui si trova la fabbrica è stata chiusa a pedoni e veicoli. 

 

Sindacato turco: l’uomo armato aveva lavorato in quella fabbrica

 Il sindacato dei lavoratori turco Umut-Sen ha reso noto su X che “l’uomo che ha preso in ostaggio sette operai della fabbrica lavorava come subappaltatore nella struttura che poi ha lasciato una decina di giorni fa”. Il sindacato ha aggiunto che “un’ambulanza è entrata nella fabbrica”, che “gli operai sono stati evacuati, ma sette di loro restano in ostaggio” e che “il padrone è responsabile della loro sicurezza”. Un portavoce di Procter & Gamble ha confermato all’Afp che la sua fabbrica a Gebze, dove sono impiegate 500 persone, è stata “evacuata giovedì mattina”. E ha aggiunto: “Stiamo lavorando con le autorità locali per risolvere un’urgente situazione di sicurezza”. 

 

Dal 7 ottobre sale in Turchia la protesta contro Usa e Israele

 Dall’inizio del conflitto il sentimento pubblico contro Israele e gli Usa è aumentato in Turchia, con regolari proteste a sostegno del popolo palestinese nelle principali città e richieste di un immediato cessate il fuoco. Il presidente Erdogan è stato particolarmente esplicito parlando di “crimini di guerra” israeliani e paragonando Netanyahu a Hitler. A novembre l’ambasciata Usa ad Ankara ha lanciato un avvertimento sulle manifestazioni “critiche nei confronti della politica estera degli Stati Uniti” e sugli inviti a boicottare le aziende a stelle e strisce. L’avviso seguiva le proteste e gli attacchi a punti vendita come McDonald’s e Starbucks in relazione al conflitto a Gaza. 

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