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L'allarme di Anci Campania, senza fondi Fsc Comuni in ginocchio

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 00:46:00 di Maurizio Barra

Anci Campania ha incontrato a
Palazzo Santa Lucia il presidente della Giunta regionale,
Vincenzo De Luca.

   
Il presidente dell’associazione, Carlo Marino, sindaco di
Caserta, il segretario generale, Nello D’Auria, sindaco di
Gragnano, e il coordinatore del Piccoli Comuni, Stefano Pisani,
sindaco di Pollica, “hanno condiviso con il Governatore della
Campania – si legge in una nota dell’Anci – la viva
preoccupazione dei Comuni per l’interruzione delle dinamiche di
sostegno e dei programmi complementari posti a completamento
delle infrastrutture che interessano molti territori della
Campania”.
In particolare, il timore espresso al presidente della
Giunta regionale è che, senza la rapida erogazione dei Fondi di
sviluppo e Coesione (FSC), sarà difficile, se non impossibile,
per i Comuni dare completamento alle opere che non hanno trovato
copertura con il Programma 2014-2020 dei fondi di coesione.
Nodo del contendere sono i 5,9 miliardi (su 20 in totale) dei
fondi Fsc mai distribuiti e che spettano alla Campania: “una
vicenda surreale che si trascina da ben 18 mesi e rischia di
mettere in ginocchio i Comuni”. Per questo motivo Anci Campania
sostiene l’impegno della Regione affinché, da parte del ministro
della Coesione, Raffaele Fitto, si definisca in tempi certi e
rapidi “l’accordo per la coesione con la Regione Campania”.

   
“Sono risorse per noi fondamentali – hanno detto i vertici di
Anci Campania al presidente de Luca – soprattutto per garantire
e completare il Programma 2014-2020 e, nel contempo, finanziare
le infrastrutture viarie non incluse nel Pnrr, ma alimentate
soltanto con risorse Fsc della Regione. È una situazione
paradossale, diventata intollerabile, circa 300 Comuni rischiano
il default o non completeranno le opere non avendo in cassa i
fondi per completarle. Ne va della sopravvivenza di oltre la
metà degli enti locali della Campania. Noi siamo pronti, entro
febbraio, a una forte mobilitazione istituzionale per far
sentire al Governo e al Parlamento la nostra voce, unendo i
sindaci di ogni orientamento politico e ribadendo il carattere
territoriale regionale della politica di coesione”.

   

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