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Omicidio di Thomas Bricca, il padre: "Gli assassini di mio figlio meritano la pena massima"

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 18:24:29 di Maurizio Barra

Si è aperto questa mattina il processo di fronte alla Corte d’Assise di Frosinone a carico di Roberto Toson (49 anni) e suo figlio Mattia (23) imputati dell’assassinio di Thomas Bricca il 19enne di Alatri ucciso da un colpo di pistola alla testa esploso la sera del 30 gennaio 2023 da due persone arrivate in sella ad uno scooter nella località Girone del centro storico di Alatri dove la vittima era in compagnia di alcuni amici.

Presente il padre Paolo Bricca che spera per “gli assassini” del figlio “la pena massima. Quella dell’ergastolo. Stare in tribunale oggi è un trauma e mi provoca un dolore enorme perché riapre la ferita. Meritano l’ergastolo perché ci sono abbastanza prove”. Al processo anche la madre della vittima; lo zio Lorenzo Sabellico entrando nel Palazzo di Giustizia ha detto di attendersi “una condanna all’ergastolo per tutt’e due gli imputati, senza se e senza ma”.

La cella degli imputati è vuota: padre e figlio hanno deciso di non essere presenti, in seguito anche al clima acceso che si è registrato in città nei giorni scorsi quando c’è stato un corteo per commemorare lo studente. Il dibattimento si è aperto in un clima di sostanziale tranquillità: non ci sono state proteste né manifestazioni. 

Il processo si è aperto con una serie di eccezioni procedurali. La difesa (avvocati Umberto Pappadia e Angelo Testa) ha eccepito la nullità della citazione a giudizio con il rito immediato, ritenendo che prima fosse necessario attendere le motivazioni della Cassazione sulla custodia in carcere dei due Toson. Inoltre ha detto no alla presenza delle telecamere che stanno seguendo il processo. 

La prima udienza è stata soprattutto tecnica. La Corte ha inoltre accolto la richiesta presentata dall’avvocato Marilena Colagiacomo, in rappresentanza del padre e della sorella di Thomas Bricca, di poter ammettere in aula, e quindi far assistere al dibattimento, Silvana Bricca, sorella diciassettenne di Thomas. “Sono troppi 208 testimoni, bisogna trovare un accordo tra le parti per sfoltire l’elenco, questo processo non può durare in eterno”, ha inoltre precisato il giudice Francesco Mancini in chiusura della prima udienza. Il dibattimento proseguirà con la formula del rito ‘immediato’ perché “l’aspetto probatorio è ben delineato”; ha detto no “perché ci sono troppe aggravanti” alla richiesta dei difensori di annullare la citazione per passare ad un processo con il rito ‘abbreviato’.

Inoltre la Corte d’Assise ha escluso dal processo le telefonate e le intercettazioni ambientali così come trascritte e disposto la nomina di un perito che dovrà riascoltarle e riscriverle. A chiederlo erano stati anche in questo caso gli avvocati Umberto Pappadia e Angelo Testa, ritenendo che la prova dovesse formarsi durante il dibattimento e non arrivare alla Corte già confezionata dalla parte che ha indagato. Le prossime udienze si terranno tutti i primi venerdì del mese. L’udienza di oggi si è chiusa con il rinvio al primo marzo.

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