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Regionali: nuovo confronto su agricoltura, solo Soru e Todde

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 22:40:55 di Maurizio Barra



È la ‘buronospera’ il grande male
che affligge l’agricoltura in Sardegna. Il neologismo, che mette
insieme la burocrazia e la peronospera – la malattia infestante,
terrore degli agricoltori – è stato coniato da Pietro Tandeddu,
direttore regionale di Copagri, durante la sua introduzione al
convegno “Una nuova legislazione per una nuova agricoltura” in
cui è andato in scena un nuovo confronto tra i candidati
presidente alle Regionali del 25 febbraio.


   
All’appello, dei quattro, si sono presentati solo Renato
Soru, che corre con la Coalizione sarda, e Alessandra Todde,
alla testa del campo largo del centrosinista a trazione Pd-M5s.


   
Assenti Paolo Truzzu per il centrodestra e Lucia Chessa, con
Sardegna R-esiste. Un confronto che per evitare scintille come
quelle di ieri all’evento organizzato dalla Cgil, ha seguito
modalità diverse: i candidati non erano al tavolo dei relatori
ma si sono avvicendati al podio per rispondere alle domande
della giornalista Eleonora Bullegas, stesso tempo per tutti e
due.


   
Un tema ampio, scaldato in questi giorni “dalle proteste di
movimenti spontanei che stanno occupando i porti contro scelte
comunitarie che penalizzano il settore”, ha ricordato il
presidente di Copagri, Giuseppe Patteri. Settore malato di
burocrazione e lentezza, come hanno sottolineato i dirigenti
dell’associazione di categoria. Dalla nuova Pac europea ai
ritardi nei pagamenti dei premi Argea, dalla necessità di un
riordino fondiario che eviti l’eccessiva frammentazione dei
terreni coltivabili alla sicurezza alimentare: la sollecitazione
degli agricoltori si spinge fino a chiedere un nuovo assetto
dell’assessorato e delle agenzie regionali Agris, Laore e Argea.


   
Tutti d’accordo sulla necessità di agire sulla legge del 2001
sull’organizzazione della giunta: serve una condivisione
inter-assessoriale perché la gestione dell’agricoltura sarda
passa anche per l’ambiente, l’industria, il turismo e
artigianato e la sanità. “Non possiamo pensare che, così come
abbiamo svuotato i settori manifatturiero e industriale – ha
chiarito Soru -, possa succedere lo stesso per un comparto così
importante che ci dà da mangiare e ci tiene in vita”. Per Todde
serve agire sulla dimensione delle aziende agricole sarde,
troppo piccole per competere: “Nel nostro programma prevediamo
la definizione di una legge quadro sullo sviluppo agropastorale
nell’Isola”.


   

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