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Risale lo spreco alimentare +8% in Italia, sos povertà

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 08:04:31 di Maurizio Barra

Risale in Italia lo spreco
alimentare: a casa si passa da 75 grammi di cibo buttato ogni
giorno a testa nel 2023, a quasi 81 grammi nel 2024, in pratica
oltre mezzo chilo (566,3 grammi). Si tratta dell’8,05% di spreco
in più rispetto a un anno fa, per un costo l’anno a famiglia di
290 euro e di 126 euro procapite.

   
È la fotografia che emerge dal Rapporto ‘Il caso Italia’
dell’Osservatorio Waste Watcher International, in vista
dell’11/a Giornata nazionale di Prevenzione in programma lunedì
5 febbraio.

   
Si scopre che si spreca di più nelle città e nei grandi
Comuni (+ 8%) e meno nei piccoli centri e a buttare più cibo
sono le famiglie senza figli (+ 3%) e i consumatori a basso
potere d’acquisto (+17%); un fenomeno più accentuato al Sud (+
4% rispetto alla media nazionale) e meno a Nord (- 6%). Conti
alla mano lo spreco complessivo di cibo in Italia vale oltre 13
miliardi: un dato vertiginoso che include quello domestico, che
incide per quasi 7,5 miliardi, quello nella distribuzione di
quasi 4 miliardi, oltre allo spreco in campo e nell’industria,
molto più contenuto.

   
Ma la questione dello spreco di cibo è legata all’allarme
sociale: chi si dichiara ‘povero’ mangia peggio e spreca di più
(+17%). L’effetto prolungato dell’inflazione abbassa, infatti,
il potere d’acquisto e indirizza verso cibo di peggiore qualità
e più facilmente deteriorabile; 1 consumatore su 2 cerca cibo a
ridosso di scadenza per risparmiare, il 41% sceglie il discount
a scapito del negozio, il 77% ha intaccato i risparmi per fare
fronte al costo della vita, il 28% ha tagliato ulteriormente il
budget per la spesa alimentare.

   

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