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T&E, l'Italia continua a sostenere le auto inquinanti

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 00:35:07 di Maurizio Barra



“Vogliamo provare a guardare il
bicchiere mezzo pieno, e c’è da riconoscere che i nuovi
incentivi ripristinano un differenziale economico più efficace
tra la mobilità a zero emissioni e quella inquinante: speriamo
questo possa davvero sostenere l’elettrico e aiutare a
decarbonizzare la nostra flotta nazionale, ormai tra le più
vecchie e inquinanti in Europa. Per contro, il sostegno che
l’Italia continua a garantire, con soldi pubblici, a mezzo
obsoleti, inquinanti e dannosi per il clima è impossibile da
giustificare”.


   
Con queste parole Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio
italiano di Transport & Environment (T&E), ha commentato il
nuovo schema di incentivi presentato oggi dal ministro Urso al
tavolo automotive promosso dal governo.


   
Secondo T&E, l’Italia è parte di un esigua minoranza di Paesi
europei (solo tre) che ancora garantiscono misure di sostegno
alle auto endotermiche, ed è l’unico che premia con incentivi
l’acquisto di veicoli che emettono fino a 135 grammi di CO2 per
chilometro, altrove ritenuti inquinanti e disincentivati con
specifiche misure fiscali. Ancor più deleterio, secondo T&E,
l’incentivo annunciato dal governo per acquistare auto usate con
emissioni fino a 160 gr CO2/km.


   
L’ong critica i sostegni alle ibride plug-in (già abbandonati
o mai previsti in molti altri Paesi europei) e giudica troppo
bassi i massimali di costo per i veicoli elettrici che possono
godere degli incentivi. Infine, secondo T&E, la maggiorazione
prevista per i redditi più bassi (Isee inferiori ai 30mila euro)
non è la politica più efficace per garantire l’accesso alla
mobilità pulita alle fasce a basso reddito.


   
“L’impressione – conclude Boraschi – è che questi incentivi
siano il frutto di una contrattazione a due, tra il governo e
Stellantis, più che una vera politica nazionale”.


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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