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Telefoni dietro le sbarre e botte agli agenti, due condanne

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 04:59:39 di Maurizio Barra

Accesso indebito di dispositivi
idonei alla comunicazione di soggetti detenuti, lesioni
personali aggravate e violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

   
Per questi reati è arrivata la condanna per due reclusi del
carcere di Sulmona (L’Aquila), al termine di un processo con
rito abbreviato, celebrato davanti al giudice per le udienze
preliminari, Alessandra De Marco. Un anno e dieci mesi per un
imputato e un anno e otto mesi per l’altro. I fatti risalgono al
25 ottobre 2022 quando, nel corso di controlli di routine, i due
detenuti erano stati scoperti con tre telefoni cellulari in
cella. Colti in flagranza di reato, avevano reagito e picchiato
cinque agenti di polizia penitenziaria che finirono in pronto
soccorso. Uno degli agenti, che è ancora in malattia per le
conseguenze dell’aggressione subita, si è costituito parte
civile e ha presentato querela. Da questa vicenda è scaturita
un’inchiesta più ampia che portò al sequestro di venti telefoni
cellulari dietro le sbarre e all’arresto di un agente
penitenziario, accusato di aver introdotto in carcere tre
microtelefoni. Quest’ultimo ha chiesto di patteggiare la pena
davanti al gup del tribunale di Sulmona.

   

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