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Wikileaks, 40 anni di carcere a un ex informatico della Cia

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 07:15:49 di Maurizio Barra

Trasmise a Wikileaks un’enorme quantità di documenti segreti della CIA nel 2017. Con questa accusa, Joshua Schulte, ex dipendente dell’agenzia di intelligence americana, è stato condannato a 40 anni di carcere. 

Dure le parole del procuratore Damien Williams che ha definito Schulte “un traditore del proprio Paese che ha messo seriamente a rischio la sicurezza nazionale”. Per poi aggiungere: “Si tratta della più grave fuga di dati” nella storia dell’agenzia di intelligence americana. 

Nel 2016, mentre lavorava per un’unità d’élite di cyberspionaggio, Schulte ha iniziato ad accumulare una serie di documenti che descrivevano in dettaglio le attività e le capacità della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti per eseguire sorveglianza elettronica e guerra informatica. L’ex informatico della Cia, 35 anni, era stato già condannato nel luglio 2022 sempre per spionaggio e pirateria informatica. Un’altra condanna del 2023 non riguarda la diffusione di notizie riservate: durante una perquisizione nel suo pc personale gli fu trovato del materiale pedopornografico, migliaia di video e immagini di abusi sessuali su minori.

WikiLeaks ha iniziato a pubblicare gli 8.761 documenti nel marzo 2017. La fonte desidera avviare un dibattito pubblico sulla sicurezza, la creazione, l’uso, la proliferazione e il controllo democratico delle armi informatiche”, disse all’epoca l’organizzazione. 

Il cosiddetto “leak Vault 7” rivelò come la Cia avesse hackerato numerosi smartphone in operazioni di spionaggio all’estero e come fosse riuscita a trasformare gli apparecchi tv collegati a Internet in dispositivi di ascolto. L’ex ingegnere informatico ha sostenuto in aula di avere rifiutato quattro anni fa un patteggiamento con l’accusa, che gli avrebbe procurato una sentenza di soli 10 anni di carcere.
 

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