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Conte: "Con Pd rapporto alla pari. Avanti insieme? Serve chiarirsi"

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Ultimo aggiornamento 5 Febbraio, 2024, 13:11:40 di Maurizio Barra









Il presidente del M5S indica la strada per trovare un punto di intesa con il Partito Democratico



 


Conte: "Con Pd rapporto alla pari. Avanti insieme? Serve chiarirsi" - foto 2

Tgcom24




“Serve un chiarimento”

 “La verità – prosegue Conte intervistato dal Corriere della Sera – è che mentre noi abbiamo fatto chiarezza al nostro interno, tra loro esistono molte anime. E quando un giorno arriverà il voto politico non possiamo permetterci ambiguità”. “Bisogna che” con il Pd “ci intendiamo”.

 

Quanto al sentimento della base, dopo che a Faenza, durante l’assemblea regionale 5 Stelle, sono comparsi cartelli con scritto “mai con il Pd”, Conte sottolinea: “Molto più di un cartello conta il senso di un’assemblea di oltre 1.500 persone in cui abbiamo ribadito il grande lavoro in Emilia-Romagna, e ovunque, per sostenere nei Comuni i progetti di segno progressista – prosegue -. Bisogna che ci intendiamo. Per presentare un domani un progetto serio e credibile va approfondito il confronto oggi. Dobbiamo scacciare l’ipocrisia: non possiamo nasconderci le differenze, anzi proprio su queste serve un chiarimento. E soprattutto non si può chiedere certo al Movimento di abbandonare quella forza propulsiva che da oltre 10 anni sta cambiando il Paese. Noi siamo questo”.

 

“Bisognerebbe – aggiunge quindi Conte – interrogare il Pd per verificare quanti nostalgici ci sono ancora del Jobs act e della Buona scuola, quanti sostengono il turbo-atlantismo e politiche europee neoliberiste. Chiediamo a chiunque si professi progressista di essere radicale su questi obiettivi. Perché se affermi un principio devi essere conseguente”.

 

 

Salario minimo e le altre battaglie “da fare insieme”

 Per Conte intanto Elly Schlein “sta provando a realizzare un nuovo percorso. Ad esempio sul salario minimo ha imposto al partito di convergere su una nostra battaglia storica. E così abbiamo messo un mattone per l’alternativa a una Meloni che si preoccupa degli “amichetti”, ma che se ne infischia di chi prende 4 euro all’ora. Le prossime battaglie da fare insieme sono sul conflitto di interessi e sulla regolamentazione delle lobby: dobbiamo impedire contaminazioni tra politica e affari. Ma sulla politica europea urge chiarirsi. Avremmo dovuto rendere strutturale il Next generation Eu e sul Mes continuare a combattere per trasformare l’accordo da intergovernativo in comunitario”.




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