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Elena Loewenthal racconta in un saggio la lingua ebraica

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Ultimo aggiornamento 6 Febbraio, 2024, 00:39:32 di Maurizio Barra

ELENA LOEWENTHAL, BREVE STORIA
(D’AMORE) DELL’EBRAICO, (EINAUDI, PP. 128, EURO 12)
Una lingua antica e nuova, con caratteri diversi da quelli
latini, senza vocali, si legge da destra a sinistra, è la lingua
della Torah: in questo breve saggio Elena Loewenthal ripercorre
la storia dell’ebraico. Loewenthal è narratrice e studiosa di
storia e letteratura ebraica, e direttrice della fondazione
Circolo dei lettori. Breve storia (d’amore) dell’ebraico “non è
una grammatica, non è un manuale, non è un trattato. Non ha
nulla di scientifico”, afferma l’autrice che spiega:”E’ un breve
e approssimativo racconto, qualche aneddoto sparso su una lingua
strana e bella, un po’ indecifrabile eppure anche aperta,
disponibile. Capace di stupire”. “Una lingua scarna” ma
sorprendente perché “ha una sua ricchezza semantica tutta
particolare, sempre capace di invitare suggestioni, pensieri,
divagazioni”, scrive Loewenthal. In ebraico, per esempio, per
dire silenzio, ci sono tre modi: Sheqet “il silenzio di quiete,
di serenità, di assenza di rumori che turbano”; Shetiqah “il
silenzio imposto”; Dom “il silenzio abissale, quello del cosmo e
talvolta di Dio”. La lingua ebraica, viene ricordato in un
capitolo, ha prodotto letteratura riconosciuta a livello
mondiale; tra le voci di spicco: Amos Oz, A.B. Yehoshua, David
Grossman, Amalia Kahana-Carmon, Eshkol Nevo.

   

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