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Addio ad Alfredo Castelli, "detective dell'impossibile" come il suo Martin Mystére

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 7 Febbraio, 2024, 20:57:23 di Maurizio Barra

Le sapeva tutte, Martin Mystère. Ogni numero della serie mensile a fumetti era una lezione di scienza, archeologia, letteratura, qualunque branca dello scibile umano, più la magia, naturalmente, e quindi “l’impossibile”. Ed era esattamente quello che ti aspettavi dal suo creatore, Alfredo Castelli, quasi un Umberto Eco ‘a fumetti’, che ti spiegava tutto, tanto che a volte ti immaginavi gli incredibili giochi di prestigio per far entrare lo scritto in ogni vignetta.

Alfredo Castelli è Martin Mystère più di quanto altri autori, come Pratt, Crepax, Manara, siano le loro creazioni. Prima di arrivare al detective dell’impossibile però, l’amore di Castelli per la letteratura disegnata lo porta a 18 anni a vendere a “Diabolik” una serie umoristica intitolata “Scheletrino”, poi nel 1966 a creare la prima fanzine italiana dedicata ai fumetti: Comics Club 104. 

Castelli comincia a lavorare anche per la televisione, scrivendo serie per Carosello. Lavora simultaneamente per la Casa editrice Universo (L’intrepido e Il Monello), la Alpe (Cucciolo e Tiramolla) e Mondadori (Topolino). Quest’ultima nel 1978, per il celebre periodico Supergulp, gli accetta il progetto Allan Quatermain, il prototipo perfetto di quello che sarà Martin Mystère. Nel 1971 aveva cominciato a collaborare per la Bonelli, ma sarà solo 11 anni dopo che nascerà Mystère.

E’ stato sottolineato (Luca Raffaelli)  come in Mystère convivano scientificamente antico e moderno, e come questa sia una delle chiavi del suo fascino. Per cui “antico è l’oggetto da scoprire, moderna è la tecnica. Antico è l’assistente (Java, uomo di Neandertal), moderno è Martin. Antico è lo schema tipico del terzetto (Mandrake, Lothar e Narda) ma è moderno il fatto che sia protagonista lo scienziato. E che la coppia sia sposata. E che Martin Mystère sia un uomo dei media, un personaggio televisivo. E che invecchi – così ha voluto il suo creatore – con il passare delle avventure”.

Castelli, un po’ burbero, ma sempre diretto, una volta svelò in un’intervista: “Io mi pento di aver fatto l’errore di aver fornito a Martin Mystère – cosa abbastanza inusuale per un personaggio dei fumetti – una data di nascita: il 26 giugno del 1942, esattamente cinque anni prima di me. Ero convinto che la serie avrebbe avuto vita breve, ma sono stato piacevolmente smentito. Di tanto in tanto trovo qualche lettore che mi sottolinea il fatto che oggi Martin Mystère dovrebbe ormai essere piuttosto vecchio e rincoglionito – fino a un lustro fa non mi giravano le scatole – e devo dargli ragione. A questo punto facciamo valere la regola come per i cani, ogni sette dei loro ne vale uno dei nostri. In una quarantina d’anni per noi ne sono passati cinque e mezzo per Martin Mystère. Che inoltre sa come tenersi sempre in forma”. Lunga vita a Martin Mystère.

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