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Mobilitazione Cgil fa tappa a Nuoro, 'la sanità è un disastro'

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Ultimo aggiornamento 7 Febbraio, 2024, 21:19:22 di Maurizio Barra



La mobilitazione della Cgil e Spi
Cgil per il diritto alla sanità pubblica, dopo Sassari e Olbia,
fa tappa a Nuoro, nella sede centrale della Asl di via Demurtas.


   
Un sit-in partecipato da tanti cittadini e nel quale i dirigenti
sindacali, in testa il segretario generale Fausto Durante, hanno
fatto appello alle forze politiche che si candidano alla
presidenza della Regione a intervenire “per porre rimedio a una
sanità al disastro che non permette possibilità di cura ai sardi
privi di mezzi economici”.


   
La protesta, che in una settimana toccherà tutte le
principali città sarde, domani alle 10 si sposterà a Oristano
davanti alla sede della Asl di via Carducci e venerdì mattina
alle 9.30 si concluderà a Cagliari di fronte all’azienda
ospedaliera Brotzu in via Peretti. “Abbiamo voluto collocare
questa mobilitazione in campagna elettorale per chiedere a chi
si candida a rappresentarci che in Sardegna sia ripristinato il
diritto costituzionale a essere curati – ha detto Durante
-Abbiamo i pronto soccorso che scoppiano, gli ospedali al
collasso, i poliambulatori e i presidi sanitari territoriali che
vengono dismessi o ridimensionati; gli operatori sanitari sono
sottoposti a turni disumani, a prestazioni straordinarie che non
vengono retribuite e spesso sono anche esposti alle reazioni dei
pazienti e dei familiari. La sanità nell’isola è il problema
numero uno con disagi enormi per i cittadini che emigrano
altrove a volte per cure che potrebbero essere offerte nel
territorio. I sardi pagano le tasse ed è un loro diritto essere
curati al meglio in ogni territorio della regione”.


   
“La sanità deve essere pubblica inclusiva e distribuita su
tutto il territorio della Sardegna – gli ha fatto eco la
segretaria della Cgil di Nuoro Domenica Muravera – In Sardegna
abbiamo una carenza di medici che raggiunge le 550 unità e qui a
Nuoro è stato smantellato il terzo polo sanitario sardo insieme
a tutti i presidi sanitari territoriali. Stiamo parlando di una
provincia con un alto tasso di spospolamento e una popolazione
anziana bisognosa di cure. In tutto questo disastro la Regione
non ha speso i soldi del Pnrr destinati alla sanità”.


   
Presenti al sit-in anche diverse associazioni dei malati:
“Chiediamo il finanziamento della sanità territoriale con
l’applicazione del Dm 77 che porti in periferia vicino al
paziente le strutture sanitarie – ha spiegato Elena Zidda di
Medicina democratica – Sollecitiamo inoltre la costituzione del
registro dei tumori e il centro epidemiologico regionale. Nel
nostro territorio negli ultimi 10 anni si è verificato un
disastro: è mancata la programmazione sulla formazione personale
e gli interventi mirati alla sanità territoriali per lasciare
che gli ospedali assolvessero alla cura delle malattie acute.


   
Oggi si assiste a una deportazione dei pazienti verso altri
ospedali e alle dimissioni di medici e personale per le
condizioni di lavoro insopportabili. La conseguenza è che il 14%
delle persone in una provincia povera come la nostra sta
rinunciando alle cure”.


   

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