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Giovane ucciso per un parcheggio, imputati tornano in carcere

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Ultimo aggiornamento 8 Febbraio, 2024, 00:08:58 di Maurizio Barra

La concessione dei domiciliari
aveva suscitato forti proteste, ma ora si sono riaperte le porte
del carcere per Nico Iannuzzi, 32 anni, e Luca Sciarrillo, 29
anni, imputati, in concorso, dell’omicidio aggravato dai futili
motivi di Roberto Bembo, il 21enne di Mercogliano, in provincia
di Avellino, accoltellato a morte la mattina del primo gennaio
2023 dopo una rissa avvenuta per motivi di parcheggio davanti ad
un bar. Il processo comincerà il prossimo 27 marzo davanti ai
giudici della Corte d’Assise di Avellino.

   
I due erano agli arresti domiciliari, con l’obbligo di
indossare il braccialetto elettronico, dal 28 luglio 2023 su
decisione del Gip del Tribunale di Avellino. Un’ordinanza che
scatenò aspre polemiche, culminate con striscioni collocati
davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia.

   
Il tribunale del Riesame, lo scorso ottobre, ha accolto il
ricorso della procura che chiedeva il ritorno in carcere degli
imputati, ma la decisione del tribunale è stata impugnata dai
loro difensori. Impugnazione, però, rigettata ieri dalla
Cassazione. Per Iannuzzi e Sciarillo è stato così disposto il
ritorno in cella, misura eseguita dagli agenti della Squadra
Mobile della Questura di Avellino.

   

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