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Lega A, Casini replica al presidente della Figc: "Sconcertati dalla risposta di Gravina"

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Ultimo aggiornamento 8 Febbraio, 2024, 15:29:47 di Maurizio Barra

“Siamo rimasti tutti sconcertati” dalla risposta del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo la presa di posizione della Lega Serie A che ha chiesto maggiore autonomia ipotizzando un modello organizzativo come quello della Premier League. “Alla fine la proposta della Serie A è stata pacata e di collaborazione, non di contrapposizione. La risposta” di Gravina “sembra non dare considerazione a quella che è la componente più importante. Alla base di tutto questo c’è un principio molto noto: no taxation without representation. La Serie A finanzia tutto il sistema ed è impensabile che la governance federale riconosca alla Serie A un ruolo giusto quantomeno per quel che riguarda la Serie A”. Così il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, ai microfoni del programma ‘Giù la maschera’ su Radio1.

Superlega, il presidente federale Gabriele Gravina Rainews

Superlega, il presidente federale Gabriele Gravina

Parlando del nuovo modello organizzativo ipotizzato dalla Lega Serie A, Casini spiega: “La premessa è come ci si è arrivati. Non è un tema nuovo, già nel 2010 ma anche in anni precedenti si è discusso di questa possibilità. Questa settimana durante l’assemblea tutti i club hanno cominciato a discutere del documento di riforma che la Serie A aveva già predisposto circa un anno fa per aggiornarlo”.”E vedendolo -continua Casini-, ci si è resi conto di quante cose sono state proposte dalla Lega A e non sono state realizzate. Durante la discussione ci si è detti che forse è arrivato il momento per avviare un discorso e valutare tra le soluzioni organizzative anche quello che può portare a un modello simile alla Premier, che vuol dire non uscire dal sistema federale ma disegnare i rapporti con la federazione in un modo più equilibrato rispetto a oggi, dove la Serie A ha sostanzialmente potere nullo in seno al consiglio federale anche sulle decisioni che riguardano la Serie A”.

“Riforme? Che ce ne sia bisogno è  sicuramente vero. Le grandi squadre, giocando tanto, vorrebbero  ridurre il numero di partite e vedono la riduzione delle squadre come  presupposto. Come Serie A vogliamo rimanere a 20, semmai bisognerebbe  ragionare su format diversi. Ci sono piazze, come Palermo e Bari ad  esempio, che sarebbe bene riuscire a coinvolgere visto che il Sud, in  questo momento, è sotto rappresentato”. Lorenzo Casini, sul tema delle riforme e dei format continua, ragionando su un campionato in stile Nba senza retrocessioni. “L’Italia è il paese dei campanili, del sogno di squadre che dalla Serie C arrivano in A. Che si possa però guardare agli Stati  Uniti e avere strumenti e soluzioni moderne non è però da escludere”,  ha aggiunto.

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