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Omicidio in un'area dismessa, contrasto tra medici legali

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Ultimo aggiornamento 8 Febbraio, 2024, 08:47:17 di Maurizio Barra



Si aperto con un contrasto di
posizioni tra medici legali il processo per i cinque tunisini
accusati dell’omicidio del connazionale 25enne Kaled Maroufi,
ucciso il 12 luglio 2022 in un’area ferroviaria dismessa in via
Larga, in periferia di Bologna. Davanti alla Corte di assise,
presidente Pier Luigi Di Bari, si è avviata l’istruttoria e sono
stati ascoltati ufficiali di polizia giudiziaria, del Ris di
Parma, oltre ai Matteo Tudini, consulente del pm Anna Cecilia
Sessa e Luca Sanapo, dell’avvocato Stella Pancari difensore di
un imputato.


   
I due consulenti avrebbero concordato sulla causa della morte,
avvenuta per schock emorragico, ma mentre il primo ha parlato di
strangolamento (come da capo di imputazione), per il secondo ci
sarebbero stati atti lesivi, ma non lo strangolamento.


   
Due imputati furono fermati poco dopo i fatti, a Ventimiglia,
un terzo fu lasciato in libertà per mancanza di prove e altri
due fuggirono in Germania, dove a metà gennaio 2023 furono
fermati dalla polizia tedesca, su mandato di arresto
dell’autorità giudiziaria bolognese. Il delitto sarebbe nato da
una lite per un orologio rubato e la vittima sarebbe stata a
lungo torturata. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati
Francesca Grandi, Alessandro Cristofori, Francesco Saggioro,
Vito Conte, Andrea Bazzani.


   

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