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Al via bonifica area Mattatoio, arriva Accademia Belle Arti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Febbraio, 2024, 02:18:23 di Maurizio Barra

Una montagna di rifiuti, materassi,
elettrodomestici, arredi, mobili, vestiti, oggetti di ogni tipo:
sono già 30 le tonnellate di spazzatura raccolte da Ama da ieri
all’ex Mattatoio di Testaccio, a Roma, nell’area in fondo a
largo Dino Frisullo, e si arriverà a 100. Un’operazione di
bonifica profonda quella avviata dal Campidoglio per restituire
l’area all’Accademia di Belle Arti, parte del progetto che
trasformerà l’ex macello in una grande Città delle arti.
L’azienda è al lavoro con quindici operatori, quattro mezzi
vasca, un bobcat, una ‘cassa ragno’ e un autocarro per rimuovere
un accumulo di rifiuti che aveva decenni e attorno al quale si
concentravano probabilmente anche attività illecite. Una persona
sui 60 anni, con patologie, è stata presa in carico per
l’assistenza alloggiativa. La zona, conclusa la bonifica, sarà
restituita agli assegnatari, l’Accademia, e sara realizzato
anche un giardino. Sulla stessa zona insiste inoltre un
intervento di Caput Mundi (Pnrr) che riguardera anche lo spazio
oggi incolto dall’altro lato di largo Frisullo, dirimpetto al
Mattatoio: diventerà parcheggio pubblico e opere di viabilità.

   
Questi cantieri partiranno in autunno. “La scadenza è quella del
Pnrr, ma altri interventi sono già partiti – ha detto il sindaco
Gualtieri – La bonifica è una parte fondamentale per creare uno
dei più grandi centri culturali d’Europa nel Mattatoio grazie a
una collaborazione tra il Campidoglio, l’università, l’Accademia
di Belle Arti, tanti soggetti diversi che daranno vita a uno dei
luoghi più belli di Roma che oggi però è completamente nel
degrado. Quello dell’Accademia è già avanzatissimo e stiamo per
concludere. È il più grande investimento su una infrastruttura
culturale che a Roma si vede da decenni – ha sottolineato –
vogliamo fare un luogo più grande e bello di quello di Madrid
che è il modello a cui ci ispiriamo. Una situazione che si
protraeva da decenni e che finalmente si chiude: Ama sta facendo
un lavoro enorme, è una discarica abbandonata nel cuore di Roma.

   
Per il futuro centro della cultura – ha concluso Gualtieri –
vogliamo creare una gestione unitaria, un ‘condominio’ che
gestirà insieme tutti questi aspetti”.

   

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