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Soldi per farmaci oncologici, condanna ridotta a medico Bari

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Ultimo aggiornamento 9 Febbraio, 2024, 00:21:09 di Maurizio Barra

La Corte d’appello di Bari ha ridotto
a 6 anni e 4 mesi e 10 giorni (dai 9 del primo grado) la
condanna nei confronti dell’oncologo Giuseppe Rizzi, 68enne ex
dirigente medico dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di
Bari, accusato di aver ricevuto dai suoi pazienti fino a 7mila
euro per ogni iniezione di un farmaco (da lui definito
‘miracoloso’), dando così loro false speranze. In 10 anni,
secondo l’accusa, avrebbe ricevuto dai suoi pazienti fino a 2,5
milioni di euro.

   
La Corte, dopo aver riqualificato i reati di concussione e
truffa ai danni dello Stato in truffa aggravata e abuso
d’ufficio, ha anche ridotto a un anno e 11 mesi e 10 giorni la
condanna (pena sospesa per 5 anni) per la moglie di Rizzi,
l’avvocatessa Maria Antonietta Sancipriani, che avrebbe aiutato
il marito attraverso un Caf da lei gestito. I due sono stati
anche condannati a pagare una multa rispettivamente di 2.144 e
mille euro. Gli imputati sono stati giudicati con il rito
abbreviato.

   
Delle 13 parti civili inizialmente costituitesi ne sono
rimaste solamente due, l’Istituto Tumori e l’Ordine dei Medici.

   
Gli 11 pazienti costituiti sono infatti stati tutti risarciti.

   
In primo grado, Rizzi e Sancipriani erano stati condannati al
pagamento di una provvisionale di 329mila euro per le parti
civili: di questi, 10mila per l’Ordine dei medici e 30mila per
l’Irccs.

   

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