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Vittorio Emanuele di Savoia, aperta la camera ardente a Venaria Reale

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Ultimo aggiornamento 9 Febbraio, 2024, 17:38:50 di Maurizio Barra


Vittorio Emanuele di Savoia, aperta la camera ardente a Venaria Reale - foto 1

Tgcom24




Emanuele Filiberto: saluto padre e maestro, commosso per messaggi

 “Era un padre, un amico, un maestro. E malgrado questo triste momento, le ultime tre settimane con lui sono state molto belle: era sereno e abbiamo parlato di tante cose. Anche i suoi amici sono venuti a trovarlo, ed è stato un momento giusto prima della sua partenza. Ha deciso lui di addormentarsi e di non svegliarsi più. La cosa che dà sollievo è il fatto che non ha sofferto”. Così Emanuele Filiberto, parlando commosso con i giornalisti nel giorno del saluto al padre Vittorio Emanuele alla Camera ardente allestita nella Cappella di Sant’Uberto a Venaria Reale.

 

 

“Tutta questa pioggia, anche Torino piange – ha aggiunto. – Ringrazio tutti per essere venuti nonostante la pioggia. Torino è la città che amava e nella quale ha voluto riposare e credo che gli stia rendendo un bellissimo omaggio. Mi commuovono tutti i messaggi che sono arrivati, e vedere persone comuni che vengono qui con le lacrime agli occhi. Chi conosceva papà lo amava tanto, perché era una persona straordinaria, che era uguale con tutte le persone, dalle più umili alle più importanti”.

 
 

Riguardo alla visita alla Camera ardente del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha commentato: “È stato uno dei primi a mandarmi un messaggio e so che ci teneva, come mi ha appena detto, per la storia d’Italia e per quello che i Savoia hanno rappresentato. È un gesto molto bello del quale lo ringrazio, e come lui tanti politici ed esponenti del governo che mi hanno mandato i loro messaggi”.

 

 

La Russa alla camera ardente di Vittorio Emanuele: Savoia artefici dell’unità d’Italia

 Il presidente del Senato Ignazio La Russa è stato alla camera ardente di Vittorio Emanuele di Savoia. “Questa mia visita tra il privato e ufficiale è una via di mezzo motivata da due ragioni – ha dichiarato il presidente dopo un momento di raccoglimento di fronte al feretro. – Prima di tutto la mia amicizia ultra decennale con Filiberto, e quindi sentivo il dovere di essere vicino a un amico in questo momento, e poi anche un giudizio che non può essere frazionato che deve essere complessivo sulla casa Savoia a partire dai secoli scorsi e non può essere solo ombre o solo luci. Sono luci e ombre ma non dimentico che la casa Savoia è stata artefice dell’unità d’Italia”. La Russa prima di lasciare la Cappella ha abbracciato Emanuele Filiberto e salutato i famigliari presenti, Maria Pia sorella di Vittorio Emanuele, Clotilde, Vittoria e Luisa, rispettivamente moglie e figlie di Emanuele Filiberto.

 

 

La vedova di Vittorio Emanuele di Savoia, Marina Doria, nella cappella di Sant’Uberto alla Reggia di Venaria Reale è stata accolta all’ingresso dal saluto d’onore delle Guardie del Pantheon. La principessa ha poi preso posto alla sinistra della bara, accanto al figlio Emanuele Filiberto, alla nuora Clotilde e alle nipoti Vittoria e Luisa. Poco dopo il suo arrivo, il cancelliere degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, Johannes Niederhauser, ha deposto su un cuscino vicino al feretro il Collare d’Oro dell’Annunziata, simbolo dell’Ordine dinastico più alto della casata.

 
 

 

La principessa era l’ultimo membro di Casa Savoia che era atteso alla Reggia di Venaria. Due delle sorelle di Vittorio Emanuele, Maria Gabriella e Maria Beatrice, non sono presenti, perché bloccate rispettivamente in Svizzera e in Messico per motivi di salute. E’ invece presente la sorella maggiore Maria Pia, con il figlio Serge di Jugoslavia. Accanto a Marina Doria ci sono anche alcune dame di compagnia e degli amici di famiglia.

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