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Firenze, vandalizzata la targa in memoria delle vittime delle Foibe

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Febbraio, 2024, 17:43:26 di Maurizio Barra

 


Firenze, vandalizzata la targa in memoria delle vittime delle Foibe - foto 1

Tgcom24




 

Targa installata pochi giorni fa

 Nei giorni scorsi, nei pressi della Fortezza da Basso, era stato installato un palo con una targa toponomastica bifacciale, in modo da renderla più visibile. “Purtroppo c’è ancora qualcuno, senza testa e neanche memoria, che continua a negare questa pagina così drammatica della nostra storia”, ha detto la Giuliani. 

 

 

“Ripristinarla il prima possibile”

 “Un atto vergognoso con il quale si vuole colpire il ricordo delle vittime e offendere tutti i fiorentini. Ci auguriamo che i filmati delle telecamere permettano alle forze dell’ordine di individuare quanto prima i responsabili”, ha aggiunto. “I nostri tecnici sono al lavoro per ripristinare prima possibile la targa”, ha concluso l’assessore del Comune di Firenze. Una corona è stata comunque deposta ai piedi della targa, pur deturpata, così come previsto per il Giorno del Ricordo. 

 

Meloni e il ricordo delle vittime

 Giorgia Meloni è stata in visita al Monumento nazionale di Basovizza per il Giorno del Ricordo delle vittime delle Foibe. “Sono venuta molte volte qui, da ragazza quando farlo era essere additati, accusati, isolati. E sono tornata da adulta a celebrare finalmente quel giorno del ricordo che spazzava via una volta per tutte la congiura del silenzio che per imperdonabili decenni aveva avvolto la tragedia delle Foibe e il dramma dell’esodo nell’oblio dell’indifferenza”, ha detto. 

 

Meloni: “Qui a chiedere perdono”

 “Siamo qui a chiedere ancora perdono a nome delle istituzioni di questa Repubblica per il colpevole silenzio che per decenni ha avvolto le vicende del nostro confine orientale e per rendere omaggio a tutti gli istriani i giuliano-dalmati per rimanere italiani decisero di lasciare tutto, case, beni, terreni per restare con l’unica cosa che i comunisti titini non potevano togliere loro e cioè l’identità”, ha aggiunto il premier Giorgia Meloni a Basovizza.
 

 

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