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La terra di Napoli ai piedi della bara di Vittorio Emanuele

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Ultimo aggiornamento 10 Febbraio, 2024, 18:20:36 di Maurizio Barra

Il feretro di Vittorio Emanuele di Savoia ha lasciato il Duomo di Torino, dove si sono svolte le esequie alla presenza di capi di Stato, esponenti di famiglie reali europee ed extraeuropee e dei più stretti amici della famiglia. Alle spalle della bara, la vedova Marina Doria al braccio del figlio Emanuele Filiberto, che hanno accompagnato il feretro fino al carro funebre che trasporterà la salma del figlio dell’ultimo re d’Italia alla basilica di Superga, sulla collina torinese, dove il principe sarà tumulato nella tomba della famiglia.

“Già da tanto tempo voleva essere sepolto a Superga. Mio padre è nato a Napoli e sarà sepolto a Torino: è questa l’unità d’Italia, è questa la nostra Italia, è questa casa Savoia”. Lo ha detto Emanuele Filiberto, accostandosi ai giornalisti all’uscita del Duomo di Torino, dove si sono svolte le esequie del genitore. “Sono molto felice, ma tra Aimone e me ci sono sempre stati una forte amicizia e un grande affetto”. Così Emanuele Filiberto di Savoia ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se il gesto del cugino Aimone di Savoia Aosta nel Duomo di Torino durante il funerale del padre Vittorio Emanuele fosse da leggere come un gesto di riconciliazione fra le nuove generazioni dei due rami Savoia, in dissapore per la linea dinastica. Aimone è stato infatti uno dei quattro Cavalieri Collari dell’Annunziata membri della famiglia ad avere apposto sul feretro di Vittorio Emanuele il Drappo Reale. Un gesto che ha fatto addirittura scoppiare in lacrime uno dei presenti alle esequie.

Alle esequie di Vittorio Emanuele al Duomo di Torino sono presenti il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia, l’europarlamentare della Lega, Gianna Gancia, il senatore di Forza Italia, Roberto Rossi , l’ex deputato europeo del Carroccio, Mario Borghezio Ci sono anche alcuni sindaci con la fascia tricolore: Fabio Ferla di Calvenzano (Bergamo ), per il comune di Belvedere Ostrense (Ancona) Francesco D’Ambrosio; tra i sindaci piemontesi quello di Racconigi (Cuneo) Valerio Oderda, il sindaco di Burolo (Torino) Franco Gominetto, di Quagliuzzo (Torino) Ernesto Barlese, di Valdieri (Cuneo) Guido Giordana e di Rocca Canavese (Torinio) Alessandro Lajolo.

Fra i capi di Stato, ci sono il granduca Henri del Lussemburgo e il principe Alberto di Monaco. In rappresentanza della Spagna la regina emerita Sofia, poi i principi Astrid e Lorenz per il Belgio e l’arciduca Martino di Asburgo, il principe Leka di Albania, Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, il granduca George di Russia, il principe Jean Christophe Bonaparte, discendente di Napoleone, i principi d’ Orleans conti di Parigi, i principi di Borbone Parma – Paesi Bassi, i principi di Serbia, il principe reale dell’Arabia Saudita, il principe del Portogallo. Per Casa Savoia saranno presenti, oltre ai più stretti congiunti, la principessa Maria Pia, sorella maggiore di Vittorio Emanuele accompagnata dai figli, principi di Jugoslavia. E ancora il principe Aimone e la principessa Olga di Savoia Aosta. Non ci saranno invece le due sorelle minori di Vittorio Emanuele, Maria Gabriella e Maria Beatrice, bloccate da motivi di salute.

Ai piedi del feretro di Vittorio Emanuele, durante i funerali nel Duomo di Torino, ci sarà un sacchetto nero contente la terra di Napoli, città in cui era nato e che ha sempre amato. Il sacchetto si troverà accanto al Collare dell’Annunziatella, come già nella camera ardente.

Come da tradizione di casa Savoia, il principe Emanuele Filiberto ha firmato all’interno del duomo di Torino l’atto di morte del padre Vittorio Emanuele, scomparso sabato 3 febbraio a Ginevra. All’interno sono in corso gli ultimi preparativi per le esequie. Fra i presenti, all’elenco degli invitati diffuso ieri si aggiungono Fuad d’Egitto in rappresentanza della famiglia reale egiziana, e il gran maestro dell’Ordine di Malta. Emanuele Filiberto ha compiuto anche un sopralluogo per definire i posti perché, al di là del protocollo, i Savoia intendono avere vicino a loro i più stretti amici di famiglia. I più stretti congiunti di Vittorio Emanuele prenderanno posto di fronte alla cappella che custodisce la Sindone, che fu donata alla Diocesi da Umberto II.

 

L’omelia: ‘I discendenti continuino a fare del bene’

“Il nostro Vittorio Emanuele sta vivendo il suo solenne incontro con Cristo, un incontro travolgente e spettacolare al quale ha cercato di prepararsi un pò nel corso della vita. Lo invitiamo a mettere la sua mano in quella di Gesù per prendere poi parte completamente alla vita di Dio. Ora che Vittorio Emanuele vede Gesù negli occhi fa bene a dirgli ‘Grazie”. Il Signore gli ha fatto grandi doni, la sua consorte Marina Doria e il figlio Emanuele Filiberto, e il Casato dei Savoia”. Queste le parole pronunciate nell’omelia da Paolo de Nicolò gran priore degli ordini dinastici della Real Casa, ai funerali di Vittorio Emanuele. “Vedere la partecipazione qui di autorità – ha aggiunto – di case regnanti e già regnanti d’Europa e la partecipazione commossa dei membri e degli ordini dinastici della real casa di Savoia, delle guardie d’onore del Pantheon, di tante associazioni monarchiche, di amici provenienti dalle più disparate parti del mondo e di tanti italiani accorsi in questo tempio sacro sono la testimonianza del bene concreto che il principe Vittorio Emanuele ha saputo donare a quanti lo hanno conosciuto. Nella sua umana fragilità ha saputo essere un uomo il cui ricordo vive e vivrà in tutti noi. Alle generazioni che seguiranno in particolare al principe Emanuele Filiberto e alle principesse Vittoria e Luisa il compito di rendere contemporaneo il suo agire in favore dei poveri e dei bisognosi. A Marina Doria il nostro commovente abbraccio. Vittorio Emanuele dal Cielo sarà orgoglioso di vedere quanto realizzerete nel nome della Casa Savoia”.

“Alla principessa Marina di Savoia il sommo pontefice esprime le sue condoglianze per la scomparsa di sua eminenza reale il principe Vittorio Emanuele di Savoia e assicura la preghiera di suffragio per l’anima del defunto. E invoca per lei e i familiari il sostegno della speranza cristiana, impartendo a tutti la benedizione apostolica. A questo aggiungo le mie personali condoglianze, il cardinale Parolin, segretario di Stato di Sua Santità”. E’ il messaggio letto in duomo da parte di papa Francesco e del cardinale Parolin. 

Bandiera su un’osteria a Venaria, siamo repubblicani

Una bandiera tricolore esposta alla finestra per “ricordare ai turisti e ai cittadini che l’Italia è una Repubblica e noi siamo repubblicani”. E’ l’iniziativa presa ieri sera dalla titolare di una osteria a Venaria Reale (Torino) nel giorno della camera ardente per Vittorio Emanuele di Savoia. “E’ d’obbligo il rispetto per l’essere umano – ha spiegato a Repubblica.it – ma con questo gesto ho voluto ribadire che l’Italia è una Repubblica e che a Venaria Reale non siamo monarchici”.

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