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Nutrizionista, dietro anoressia grave responsabilità dei social

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Ultimo aggiornamento 13 Febbraio, 2024, 17:56:07 di Maurizio Barra

Corpi deperiti al limite della
sopravvivenza, magrezza assoluta, visi spenti: è la descrizione,
terrificante ma vera, in cui cadono migliaia di ragazze la cui
condizione viene amplificata dai social dove la loro situazione
di rischio vita viene stimolata e sostenuta. E’ il fenomeno
della cosiddetta ‘thininspiration’, cioè l’auto-incoraggiamento
alla magrezza assoluta con la complicità di migliaia di utenti
che con like e commenti stimolano a proseguire la privazione del
cibo.

   
Su questo tema lancia l’allarme – in vista della giornata del
Fiocchetto Lilla contro i disturbi alimentari il 15 marzo – la
nutrizionista Samantha Biale, milanese d’adozione, 25 anni di
studi nel settore, che ha prodotto un report basato sull’analisi
di centinaia di profili social soprattutto su Istragram di
ragazze e giovani donne “fiere di mostrare il loro corpo frutto
di privazioni estreme”. Secondo “dati Rencam i decessi sono fra
i 3-4 mila l’anno in Italia” (negli Stati Uniti è la prima causa
di morte per malattia mentale) ma più in generale i disturbi
alimentari riguardano circa tre milioni di persone (survey
nazionale del ministero Salute 2019-23)”.

   
Vi è una relazione diretta tra la visione di contenuti online
‘pro-eating disorder’ e la manifestazione delle problematiche
alimentari: nello specifico il report rivela che l’esposizione
ai contenuti social di ‘thininspiration’ è associata all’aumento
di insoddisfazione corporea, dieta ferrea, affettività negativa.

   
Allo stesso tempo si sottolinea la mancanza di un controllo
stringente all’accesso e alla divulgazione di contenuti pro
anoressia e di leggi severe. “È evidente che l’avvento dei
social abbia amplificato esponenzialmente l’insorgenza
dell’anoressia – sottolinea Biale -. L’anoressia ha cause
profonde e diverse ma, diversamente a quanto accadeva prima dei
social, oggi chi si trova in un momento di debolezza, può
trovare la complicità di persone squilibrate in rete”.

   

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