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A Ribera si demolisce edificio "ex supermarket della droga"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2024, 21:29:31 di Maurizio Barra

È iniziata a Ribera (Agrigento) la
demolizione di un edificio comunale, situato in viale Europa,
inagibile da più di vent’anni. Nei mesi scorsi era stato oggetto
di alcuni appostamenti da parte dei carabinieri i quali, durante
le indagini, alla luce del viavai sospetto di diversi ragazzi,
scoprirono che il fabbricato era stato abusivamente occupato e
trasformato in piazza di spaccio di sostanze stupefacenti. Ne
scaturirono cinque provvedimenti cautelari (due in carcere e tre
divieti di dimora), nei confronti di extracomunitari di
nazionalità gambiana.

   
Non era la prima volta che l’immobile, che prima di essere
dichiarato inagibile aveva ospitato alcuni uffici decentrati del
comune, fosse occupato abusivamente e in preda al degrado e ad
utilizzi illeciti. Il sindaco Matteo Ruvolo ha così deciso di
utilizzare un finanziamento da 700 mila euro per buttarlo giù.

   
“Non è una decisione solo simbolica ma anche di sostanza”, dice
il primo cittadino. “La bonifica di questo sito deve contribuire
alla rinascita e alla riappropriazione degli spazi da parte
della comunità”.

   
A Ribera nel corso di pochi anni sono morti per overdose
diversi tossicodipendenti, tutti giovanissimi. Sono stati i
genitori di Alessio Cusumano, ventunenne deceduto quattro anni
fa, a promuovere la nascita di un centro d’ascolto per giovani e
famiglie. Si trova all’interno di locali di proprietà della
curia locale. A coordinarne l’attività è la psicologa Katia
Scorsone.

   
La diffusione della droga sul territorio preoccupa. Il
sindaco di Ribera ha chiesto e ottenuto dal prefetto di
Agrigento Filippo Romano che la prossima riunione del comitato
per l’ordine e la sicurezza pubblica, in programma il 20 marzo,
si svolga proprio al comune di Ribera: “Vuole essere anche
questo – conclude Matteo Ruvolo – un segnale di attenzione,
anche se contro questa piaga serve un impegno condiviso da parte
di tutte le istituzioni, comprese scuole e famiglie”.

   

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