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Rigopiano, sentenza d'appello: 8 condanne e 22 assoluzioni. Un anno e 8 mesi all'ex prefetto

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2024, 19:31:48 di Maurizio Barra

Otto condanne e 22 assoluzioni. Questa la sentenza parzialmente riformata della Corte d’Appello dell’Aquila per la strage di Rigopiano. 

I giudici hanno confermato le condanne inflitte in primo grado per il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, per i dirigenti della Provincia Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, per il tecnico Giuseppe Gatto e per l’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso. Oltre all’ex prefetto Provolo, che dovrà scontare una pena di un anno e otto mesi per falso e omissioni di attid’ufficio. L’accusa aveva chiesto per lui la condanna a 12 anni. Nel processo di primo grado Provolo era stato assolto.

Condannati anche Leonardo Bianco, ex capo di gabinetto della Prefettura, e Enrico Colangeli, tecnico comunale di Farindola. Confermata l’assoluzione per l’ex presidente della provincia di Pescara, Antonio Di Marco. 

Il presidente del collegio giudicante, Aldo Manfredi ha impiegato 20 minuti per leggere il dispositivo della sentenza d’Appello per la tragedia dell’albergo di Farindola, distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017 con 29 vittime e 11 sopravvissuti.

 

 

Una veduta aerea di quel che rimane dell'hotel Rigopiano di Farindola ansa

Una veduta aerea di quel che rimane dell’hotel Rigopiano di Farindola

Le reazioni dei familiari e della difesa

“Ci sembra che la Corte abbia ragionato in termini di giustizia. Le sentenze si commentano leggendole. Non c’è giustizia di fronte alla morte. C’è la possibilità di avere risarcimenti e ristori. Sono processi in cui gli essere umani devono essere rispettati, anche quanti sono stati condannati. Ci sembra che questa sentenza possa riaprire degli spazi”, ha detto l’avvocato di parte civile, Romolo Reboa, al termine della lettura della sentenza.

“Ci aspettavamo di più. La condanna della Regione e della Provincia. Non penso che sia una cosa normale tirare dentro un tecnico comunale e l’ex prefettoper depistaggio. Andavano condannati altri personaggi. Se oggi avessero preso tutti l’ergastolo a me non cambiava nulla. Potevo guardare la foto di mio figlio e dire ho fatto il mio dovere per darti giustizia”. Lo ha detto Alessio Feniello, padre diStefano, il giovane di 28 anni morto, insieme ad altre 28 persone, sotto le macerie dell’hotel Rigopiano il 17 gennaio 2017.

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