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Spagna:centinaia trattori marciano verso confine con Francia

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Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2024, 02:24:03 di Maurizio Barra

Le proteste di agricoltori e
allevatori sono riprese dalle prime ore del mattino nell’ottavo
giorni di mobilitazioni, con l’obiettivo di bloccare
infrastrutture chiave in varie regioni della Spagna. Fra queste,
il mercato generale di Barcellona Mercabarna, il porto di
Tarragona, uno dei principali snodi logistici per l’arrivo di
cereali via mare alla penisola, le autostrade AP 7 e C25, i
principali snodi di collegamento fra Catalogna e la Francia,
dove centinaia di trattori dalle 7 del mattino marciano per
effettuare blocchi stradali, segnala la Direzione generale del
traffico (Dgt). A Barcellona marce lente di trattori per
l’autostrada A2 puntano a bloccare alcuni dei principali accessi
a Mercabarna. Le mobilitazioni indette dalla piattaforma 6
Febbraio via social media e gruppi di WhatsApp, segnano una
frattura nel movimento, dal quale si sono sganciati gli
agricoltori di Castiglia y Leon e quelli della Catalogna,
riuniti sotto un’altra sigla, Unio de Pagesos, per prendere le
distanze “dai movimenti che stanno promuovendo Vox e il Pp in
Spagna”, segnala una nota della piattaforma Pagesa. Protestano
contro “la concorrenza sleale dei prodotti che non osservano gli
standard europei”, come quelli provenienti dal Marocco o
dall’America Latina, per maggiori controlli alle frontiere
europee rispetto alle importazioni da Paesi terzi all’Ue e per
“la reciprocità nelle relazioni commerciali sull’uso di prodotti
fitosanitari, misure veterinarie e condizioni ambientali”, Le
proteste continueranno almeno fino al 21 febbraio, quando è
previsto un concentramento del settore davanti al ministero di
agricoltura di Madrid. Gli agricoltori reclamano aiuti per i
danni provocati dalla siccità, piani strategici della Politica
Agraria Comune, oltre a correzioni delle distorsioni nella
catena alimentare, che comportano prezzi in origine superiori ai
costi di produzione.

   

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