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Giornata dei trattori a Roma: manifestanti in Campidoglio e al Circo Massimo

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Febbraio, 2024, 15:15:20 di Maurizio Barra

Due trattori provenienti dalla Campania questa mattina si sono fermati sotto al Colosseo a Roma sul lato di via dei Fori imperiali per la manifestazione dal titolo ‘Te lo do io il made in Italy’ – che è anche una piattaforma online – promossa dalle organizzazioni Altragricoltura e Popolo produttivo. Dal Colosseo si sono poi spostati al Campidoglio accolti dagli applausi dei turisti

Circa 300 persone si sono radunate in piazza del Campidoglio per dare via alla manifestazione degli agricoltori al grido: “vogliamo lavorare”. “Non vi faremo mangiare gli insetti”, dice qualcuno. “È colpa della politica italiana degli ultimi 30 anni – scandisce il leader di Popolo produttivo Angelo di Stefano – Questa è gente che lavora, che non riesce a mantenere la propria famiglia. Siamo qui per rivendicare i nostri diritti”.   

Ad attenderli davanti a Palazzo Senatorio altri agricoltori, allevatori, pescatori, balneari e partite iva provenienti da tutta Italia. “La pesca ritorni al centro di ogni interesse umano”, si legge su uno striscione. E su un altro, “La pesca non deve morire”. Alla folla di partecipanti si sono aggiunti altri tricolori – mentre qualcuno grida “Italia, Italia” – e bandiere regionali. Anche una donna spagnola si unisce alla protesta e alcuni allevatori arrivano dall’Abruzzo, “dal mare alla montagna”, agitando i campanacci. “Stanno distruggendo gli allevamenti”, spiegano.

Sono infatti due le manifestazioni previste per oggi a Roma, la prima, anticipata al Colosseo, è iniziata alle 12 in piazza del Campidoglio, la seconda del ‘Craagricoltori traditi‘, partirà dalle 15 al Circo Massimo.

“Veniamo da Caserta. Abbiamo fatto otto giorni di presidio a Santa Maria Capua Vetere poi ci siamo spostati sul Garigliano, tra la Campania e il Lazio. E siamo arrivati qui a Roma”, ha detto a LaPresse uno dei manifestanti di ‘Te lo do io il madein Italy’. “Siamo qui per difendere il nostro prodotto, che è sottovalutato”, aggiunge. “Vogliamo l’eguaglianza del prodotto sul mercato mondiale”. 

Le piazze non si uniranno, noi non vogliamo le dimissioni del governo”, spiega Adriano Novello del direttivo Altragricoltura parlando della manifestazione del ‘Cra agricoltori traditi’ che si terrà invece al Circo Massimo.

In merito alla manifestazione prevista oggi al Campidoglio sottolinea: “Si tratta di un evento distinto da quello al Circo Massimo ma l’obiettivo è comune: salvare l’agricoltura italiana. Siamo qui con questi trattori piccoli ma abbiamo anche trattori grandi, ma il 98% delle aziende in Italia è costituito da aziende di piccole dimensioni e dobbiamo aiutare anche quelle, non solo quelle grandi”. Gli striscioni presenti recitano ‘Per la dignità dei cittadini, del lavoro e dei produttori’ e rimandano al sito http://www.telodoioilmadeinitaly.it.

In vista delle manifestazioni di oggi sono stati intensificati i controlli ai caselli autostradali e nelle stazioni ferroviarie della Capitale dove sono in arrivo agricoltori da tutta Italia per partecipare alle due manifestazioni indette oggi al centro di  Roma. 

 

Il grido da piazza del Campidoglio: “La politica ci ascolti”

“Gridiamo dignità. Siamo noi i patrioti che difendono il made in Italy. È ora che la politica scenda e ascolti il popolo perché quelle persone non ascoltano la voce di chi lavora e di chi si sporca le mani. Noi siamo il popolo produttivo, siamo il Pil di questo Paese. Questo è solo l’inizio perché tutte le categorie si devono svegliare”. A dirlo è il leader di Popolo produttivo, Angelo di Stefano, durante la manifestazione al Campidoglio organizzata insieme ad Altragricoltura. “Meloni scenda in campo e prenda queste categorie che stanno soffrendo. Dica ai ministri: venite con noi in Europa a dire basta. Questa non è l’Europa che vogliamo noi”, conclude.

“L’unità si costruisce sugli obiettivi. Spero che da questa piazza parta un grido, che comprende agricoltori e pescatori, coltivatori e allevatori, tutto insieme. Perché rischiamo di far diventare l’Italia una piattaforma commerciale. Bisogna mettere in campo una proposta forte. Non perché lo ha detto un partito”. Lo ha detto Gianni Fabbris, presidente onorario di Altraagricoltura e portavoce della Alleanza sociale per la sovranità alimentare, parlando ai tanti che sono riuniti in piazza de Campidoglio, a Roma. “Il governo dichiari lo stato di crisi. Questo movimento ha bisogno di risposte”.

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