Ultimo aggiornamento 16 Febbraio, 2024, 02:18:30 di Maurizio Barra
“Crediamo sia arrivato il momento
per Perugia di fare un passo avanti sulle politiche di genere
perché una città che non è ‘sicura’ per le donne non può esserlo
per nessuno. Per queste e molte altre ragioni sosteniamo la
candidatura a sindaca di Vittoria Ferdinandi. Una donna
impegnata sulle questioni di genere, attenta da sempre agli
ultimi e ai loro diritti, che crede realmente nell’inclusione
come pratica quotidiana perché consapevole che il cambiamento si
costruisce non lasciando nessuna indietro. Possiamo scrivere una
nuova pagina per Perugia, il tempo è ora, facciamolo tutte e
tutti insieme”: è l’appello lanciato da attiviste, operatrici
dei servizi antiviolenza e che fanno parte di associazioni che
si occupano di politiche di genere, che ha già raccolto oltre un
centinaio di firme.
“In questi anni – prosegue l’appello – abbiamo lavorato
attivamente per costruire una città rispettosa dei diritti delle
donne, per garantire loro la tutela necessaria nei casi di
violenza, siamo scese in piazza per chiedere il diritto alla
salute e fermare lo smantellamento dei servizi consultoriali,
abbiamo costruito momenti di formazione e sensibilizzazione, con
le scuole e per la cittadinanza perché convinte che sia
necessario promuovere il cambiamento sociale e culturale,
indispensabile a contrastare gli stereotipi di una società
iniqua. Tante volte in questi ultimi dieci anni ci siamo
scontrate con una visione di città che invece di includere tende
ad emarginare, che vede le donne come soggetti fragili e da
tutelare e non portatrici del cambiamento. In un Paese in cui il
tema della violenza di genere è tornato sulle prime pagine dopo
il dato drammatico di 120 femminicidi nel 2023 e le oceaniche
manifestazioni del 25 novembre, il silenzio fuori dalla retorica
politica del Comune di Perugia non ha certo facilitato il nostro
lavoro: operatrici dei centri antiviolenza rimaste senza
retribuzione per mesi, consultori con orari di apertura sempre
più ristretti e con meno personale, discussioni in consiglio
comunale che non avremmo mai voluto ascoltare per ordini del
giorno allarmanti nei contenuti oltre che nei titoli”.
Per sottoscrivere l’appello – spiegano – si può scrivere a
sicurelibere@gmail
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