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Lega di Serie B, troppe 4 retrocessioni e no a seconde squadre

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Ultimo aggiornamento 16 Febbraio, 2024, 05:03:50 di Maurizio Barra

Assemblea di Lega B oggi in
videoconferenza con tutte le società presenti. Invitato dal
presidente della Lega B, Mauro Balata, il presidente federale
Gabriele Gravina ha illustrato i principi generali e le linee
guida del piano strategico del calcio italiano che la Figc sta
completando in queste settimane, ringraziando “la lega e i club
per la disponibilità nel dare un contributo al percorso delle
riforme, in particolare quelle sulla sostenibilità
economico-finanziaria”.

   
Nel suo intervento, Balata ha ricordato il documento inviato
nelle scorse settimane alla Figc e alle componenti federali con
il quale la Lega B ha avanzato proposte per garantire una
maggiore stabilità economica, introducendo nuovi e più
stringenti criteri per l’accesso alle competizioni, nonché
proponendo l’introduzione di una tax credit per chi investe su
infrastrutture e giovani.

   
Balata ha anche espresso preoccupazione sul fatto che le nuove
competizioni internazionali possano provocare “effetti negativi
non solo in termini economici ma anche sociali impattando sulle
tradizioni, sulla storia e sui tifosi dei campionati domestici”.

   
Secondo il presidente della lega di B , “è quindi necessaria
un’interlocuzione seria e robusta prima che questi effetti
diventino irreparabili’.

   
Nel dibattito che si è aperto, i presidenti delle società
hanno mostrato grande coesione all’interno della Lega B su temi
come l’innalzamento dei controlli economico-finanziari e la
difesa dei tornei nazionali. Si è poi ribadito come le quattro
retrocessioni, oltre a rappresentare uno squilibrio con le
promozioni, provochino un vulnus per la stabilità economico
finanziaria della lega. E’ stata anche confermata la contrarietà
alle seconde squadre nella Serie B poiché, “cone riferisce una
nota diffusa al termine della riunione, “minerebbero la
competitività del torneo, violandone l’identità di
valorizzazione dei territori e dei giovani talenti”. Infine, i
club hanno confermato la necessità di costruire una diversa
riforma del lavoro sportivo poiché l’attuale normativa non
incentiva gli investimenti sui settori giovanili.

   

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