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Poesia simbolo della lotta al Covid torna all'Ospedale di Jesi

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Ultimo aggiornamento 16 Febbraio, 2024, 01:25:43 di Maurizio Barra

La poesia simbolo della lotta al
Covid, dal titolo “Mi ero persa”, della poetessa infermiera
Maria Teresa Chechile, torna nel luogo in cui è nata: sarà
affissa all’ingresso del reparto di pneumologia dell’Ospedale
Carlo Urbani di Jesi, dove l’infermiera lavorava in quei giorni
e dove ancora presta servizio.

   
I versi vennero scritti in piena pandemia, il 26 marzo 2020,
in un giorno di primavera “dal silenzio assordante, tra paure e
ansie”, ricorda Chechile. L’opera ha avuto grande successo ed è
stata premiata anche con il Premio Alda Merini dell’Accademia
dei Bronzi di Catanzaro. “‘Mi ero persa’ – spiega la poetessa
infermiera – è lì a evocare e rievocare quel tempo e le emozioni
che hanno attraversato il periodo pandemico. A quattro anni dal
Covid la poesia, dopo aver viaggiato in lungo e in largo per
l’Italia ed essere stata rappresentata in un murale all’ospedale
di Pesaro, torna da dove è nata, recuperando sentimenti ed
emozioni del primo momento, chiude con la speranza che si apre
al mondo. Quella rinascita che è data dalla capacità umana di
trovare soluzioni agli innumerevoli problemi, non solo sociali
ma e soprattutto alla cura del corpo e cura dell’anima”.

   
La poesia è inclusa nel libro “Le foglie non cadono mai
uguali” premiato a Montecitorio con medaglia di bronzo e edito
da Albatros.

   

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