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Risso (Terra Viva), 'bene su Irpef agricola, ora nodo redditi'

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Ultimo aggiornamento 17 Febbraio, 2024, 23:31:40 di Maurizio Barra

Il via libera all’emendamento del governo sull’esenzione e il taglio dell’Irpef agricola “rappresenta un passo importante, che va incontro alle richieste di Terra Viva e rappresenta un segnale di alleggerimento fiscale, in un momento di grande difficoltà per i produttori. Ma il vero nodo da affrontare è quello degli squilibri presenti nella filiera, perché oltre alla burocrazia, le nostre aziende agricole fanno i conti ogni giorno con la bassa redditività”.

A parlare è Claudio Risso, piemontese doc, classe ’62, che, con l’Associazione di Liberi produttori agricoli Terra Viva di cui è presidente nazionale, vive ogni giorno a contatto con i problemi di chi sta nei campi. “La differenza tra un’agricoltura sostenibile, capace di produrre reddito, e una votata alla speculazione, sta proprio nel rapporto tra il prezzo dei prodotti venduti e la spesa per coltivarli”, dice all’ANSA. E sottolinea: “Oggi il fatturato dell’agroalimentare italiano, dal campo alla tavola, ha superato i 600 miliardi. Un risultato straordinario. Ma queste cifre vanno analizzate. Un nostro studio condotto su dati Crea degli anni scorsi ha evidenziato che il valore aggiunto medio per l’impresa è sotto i 32mila euro nella fase agricola, 527mila euro per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, oltre 144mila nella distribuzione e 84mila nella ristorazione. Sono cifre che parlano da sole, e se aggiornate ad oggi – dice il presidente dell’associazione nata nel 2019 e affiliata alla Fai-Cisl – darebbero stime ancora più sproporzionate a discapito dei produttori e dei lavoratori agricoli”. Per dare un esempio dell’effetto della crisi dei redditi, nel settore lattiero-caseario “secondo un nostro studio sono a rischio 40mila mila stalle, in particolare in Lombardia, regione che da sola garantisce il 40% della produzione nazionale”.

Risso mette poi in guardia contro il rischio populismo che potrebbe scaturire dalle proteste dei giorni passati “perchè diventa presto una presa in giro”, invece invita a tenere alta l’attenzione lanciando una vasta campagna di ascolto “per non spegnere i riflettori”.

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