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'Giustizia per Filippo Mosca, raccolta fondi per spese legali

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Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2024, 20:55:42 di Maurizio Barra

“Giustizia per Filippo Mosca” è
l’appello che la sorella Claudia ha lanciato sulla piattaforma
‘gofundme.com’ per una raccolta fondi da destinare alle spese
legali diventate ormai insostenibili. “Abbiamo un avvocato
romeno che segue Filippo – spiega la madre Ornella Matraxia – Le
spese legali, già affrontate, ammontano a più di 30mila euro, ma
la strada è lunga ed in salita e le nostre risorse sono
esaurite. Tra parcelle legali e viaggi ogni mese, da maggio, per
andare a trovare mio figlio, che si trova in una situazione di
profonda prostrazione, non reggiamo più. A quanti ci vogliono
bene e a quanti hanno preso a cuore il caso di Filippo chiediamo
sostegno per aiutarci a tirarlo fuori da quel carcere ed
assicurargli un giudizio imparziale”. Dal 3 maggio 2023, il
ventinovenne di Caltanissetta, si trova detenuto, in attesa di
giudizio definitivo, nel carcere di Poarta Alba, a Costanza, in
Romania, “in condizioni disumane”, come da settimane denuncia la
madre.

   
Mosca è accusato di traffico internazionale e nazionale di
stupefacenti, ma si è sempre proclamato innocente rifiutando il
patteggiamento. Lo scorso dicembre è stato condannato, in primo
grado, a 8 anni e 3 mesi.

   
“Una condanna ingiusta”, secondo la famiglia, “priva di
evidenze, basata su menzogne, interpretazioni, trascrizioni e
traduzioni errate”. Sei giorni fa i giudici romeni hanno
respinto la richiesta di proseguire la pena agli arresti
domiciliari.

   
“Ce lo aspettavamo, ma attendiamo le motivazioni – dice la
madre -. I giudici hanno confermato altri 60 giorni di carcere”.

   
Nel frattempo, mamma Ornella, in questi giorni a Caltanissetta,
ha consultato altri avvocati per un parere giuridico.

   
“Purtroppo, non mi hanno dato buone notizie – sottolinea –
non ci sono speranze perché al 95% confermeranno la sentenza di
primo grado. I giudici d’appello, fissato per il 7 marzo,
saranno gli stessi del primo grado. Faccio appello ai ministri
Tajani e Nordio affinché intervengano, con un pool di legali
italiani, per analizzare le carte processuali e per capire se
l’operato dei giudici romeni è stato corretto”.

   

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