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Allegri allarme Champions: la Juve deve ritrovare testa, gambe e difesa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2024, 11:19:43 di Maurizio Barra

La Juve deve ritrovare se stessa e tornare alla vittoria, Allegri ha lanciato un messaggio chiaro rispetto alla qualificazione alla Champions League

La Juve vive il momento più delicato della stagione. Un solo punto in quattro gare è un ruolino di marcia tanto inammissibile quanto preoccupante, soprattutto considerando che tre di queste sono state giocate contro compagini in lotta per la salvezza. Cosa è accaduto alla squadra in grado di restare a ridosso dell’Inter fino a 23 giorni fa? Intanto pare evidente il calo mentale. A partire dal match contro l’Empoli, un pari casalingo dal sapore di sconfitta. Poi il ko nel Derby d’Italia e con l’Udine allo Stadium, quindi il 2 a 2 di sabato a Verona. La truppa forse si è resa conto dello strapotere dell’Inter, consapevole quindi dell’illusione scudetto, con conseguenze calo di tensione. Comunque sia non da grande squadra. Serve intanto un lavoro nella testa dei giocatori, far capire loro il peso della maglia e che la stagione non è finita.

La Juve però ha mostrato anche una flessione fisica, in particolare nella mediana. McKennie è in debito d’ossigeno, ma è comprensibile viste le tante gare disputate. Lo statunitense necessiterebbe di riposo. Rabiot sta fornendo prestazione sotto la media cui ci aveva abituati. L’impressione è che il francese dopo lo stop per il problema al polpaccio non abbia ritrovato la forma ottimale. Senza l’aiuto dei due compagni di reparto, la logica conseguenza è il calo anche di Locatelli. Se il motore della squadra va a rilento, il filtro per la difesa viene inevitabilmente meno.

Da muro impenetrabile, la linea arretrata della Juve è diventata vulnerabile. I numeri parlano chiaro. Nelle ultime quattro gare, sono cinque i gol incassati: 1 dall’Empoli, 1 dall’Inter, 1 Udinese e 2 dal Verona). Reti frutto di distrazione e errori (palese quello di Alex Sandro contro i friulani. Significativa la media dei tiri subiti, salita da 11,6 a 13,3, segno evidente che la squadra ha subito l’avversario. Fino al 3-0 contro il Lecce, i clean sheet erano 12, al pari dell’Inter. L’involuzione è certificata dalle quattro gare consecutive con la porta battuta: non accadeva dallo scorso maggio. Per ritrovare la giusta via serve una scossa da parte di tutti. Il distacco da Atalanta e Bologna (quinte in classifica) si è ridotto a 9 punti. Vantaggio ancora importante, ma bisogna invertire la rotta per evitare rischi. E hanno il sapore di allarme le parole post Udinese di Allegri: “Bisogna chiarire bene l’obiettivo. Ora pensiamo a fare i punti per la qualificazione in Cahmpions”. Più chiaro di così.

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