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Ombra cara, antologica di Mario De Maria a 100 anni dalla morte

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Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2024, 12:58:34 di Maurizio Barra

A cent’anni dalla morte, avvenuta
il 18 marzo 1924, il Museo Ottocento Bologna celebra la figura
del pittore simbolista Mario De Maria, noto anche come ‘Marius
Pictor’. La mostra Mario De Maria, Marius Pictor (1852-1924).

   
Ombra cara, in programma dal 21 marzo al 30 giugno, presenta
settanta dipinti – tra capolavori, inediti e opere ritrovate e
appositamente restaurate dal Museo Ottocento Bologna –
provenienti da prestigiose istituzioni museali italiane
(Gallerie degli Uffizi di Firenze, Galleria Nazionale d’Arte
Moderna e Contemporanea di Roma, Galleria d’Arte Moderna di
Milano) e da collezioni private nazionali e internazionali. La
mostra antologica intende conoscere ed approfondire il singolare
percorso dell’artista, uomo complesso e tormentato, sodale di
Gabriele D’Annunzio, padre del “Simbolismo italiano” o
“Naturalismo spiritualista”, e tra i pionieristici fondatori
della Biennale di Venezia.

   
La mostra, a cura di Francesca Sinigaglia, è parte del
progetto Bologna pittrice – Il Lungo Ottocento -1796-1915,
un’iniziativa promossa dal Settore Musei Civici Bologna che
coinvolgerà quindici sedi espositive delineando un percorso
nella pittura bolognese dall’età napoleonica all’inizio della
Grande Guerra. ‘Ombra cara’ è strutturata in sette sezioni che
ripercorrono la vita di De Maria dagli esordi alla morte. Il
percorso si delinea come un “racconto” attraverso le parole
dell’artista, al centro dei cambiamenti artistici di fine
secolo. Le sue parole sono tratte dalle lettere manoscritte che
inviò all’amico Vittore Grubicy de Dragon, oggi conservate
all’archivio Grubicy del Mart di Rovereto e dell’archivio De
Maria alla Biblioteca del Museo Correr di Venezia. Il visitatore
potrà così farsi un’idea della personalità dell’artista, sempre
in conflitto con se stesso e con gli altri, ma al tempo stesso
“raffinato e onesto critico della sua opera”.

   

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