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Lockbit, sgominata la banda di hacker che agiva dal 2019

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Ultimo aggiornamento 20 Febbraio, 2024, 22:49:22 di Maurizio Barra

Il lavoro congiunto delle forze di polizia internazionali, tra Europa e Stati Uniti, ha permesso di porre fine alle attività di Lockbit. Si tratta del gruppo di hacker che, grazie all’omonimo ransomware, una tipologia di virus informatico che blocca i computer, aveva colpito numerose aziende e istituzioni a livello globale. In Italia, la banda era riuscita a bloccare un’infrastruttura digitale usata dalla PA, in Germania interessati diversi ospedali e negli Usa oltre 1.700 organizzazioni. Come riporta Reuters online, la rete è stata fermata grazie all’Operazione Cronos, congiunta della autorità Usa e Gran Bretagna insieme all’Europol.

Originaria dell’Europa orientale, da quando è nata nel 2019, Lockbit si era strutturata come una vera e propria società criminale piramidale. La banda guadagnava rubando dati sensibili e minacciando di divulgarli se le vittime non avessero pagato un riscatto in criptovaluta. I suoi affiliati sono gruppi criminali che Lockbit recluta per sferrare attacchi utilizzando i suoi strumenti di estorsione digitale.

Il ransomware è un software dannoso che crittografa i dati, ossia li rende inaccessibili fino all’immissione di una chiave, peraltro non sempre fornita dai criminali anche dopo aver ricevuto un pagamento. Secondo le informazioni rese note, le forze dell’ordine sono riuscite a violare i server di Lockbit, tramite una vulnerabilità dell’infrastruttura. Il codice sorgente, le chat e i dati sulle vittime sono stati posti sotto sequestro, prendendo il controllo anche del pannello di affiliazione con cui i “clienti” del servizio potevano operare.

Su Telegram, Reuters è stata contattata da un portavoce del gruppo che avrebbe riferito come Lockbit abbia una copia di tutti i dati ottenuti dalla polizia, così da poterli replicare altrove.

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