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L'originale dune buggy Manx di Bruce Meyers compie 60 anni

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Ultimo aggiornamento 20 Febbraio, 2024, 02:12:58 di Maurizio Barra

 Siamo agli inizi degli Anni ’60 e in California un giovane surfista, appassionato costruttore di barche e laureato all’Art Center School di Los Angeles, immagina di poter costruire in veicolo semplice e adatto a scorrazzare sulle dune costiere e – dove permesso – sulle spiagge.

 

 
    Dai primi disegni, e dall’idea di utilizzare un telaio completo di sospensioni, motore cambio (quello del Maggiolino, molto diffuso anche presso i demolitori, si passa ala costruzione di una carrozzeria originale, rigorosamente aperta e rigorosamente in vetroresina, il materiale usato per le cariche.
    L’invenzione si chiama Manx ed è un inedito dune buggy (letteralmente calesse per le dune), leggero, irriverente e capace di compiere acrobazie sulla sabbia. A firmarla è Bruce F Meyers che – lo specificò in una intervista del 2009 – era partito dalla constatazione che molti demolitori californiani avevo vere cataste di telai completi del Maggiolino.
    Il Manx venne così presentato ufficialmente nel 1964, esattamente 60 anni fa, e conquistò tutti – compresi i primi clienti che compravano il solo body in vetroresina e poche altre parti realizzate per da Meyers per assemblarli nel garage di casa – per il pavimento piatto, per le sospensioni a braccio longitudinale molto compatte, per il peso ridotto e per la disposizione posteriore del motore che permetteva una guida in perenne controsterzo.
    Meyers chiamò l’originale primo dune buggy Old Red e descrisse come ne aveva creato il design in un’intervista del 2012. “Sono un artista e volevo portare nel Manx un senso di movimento. I dune buggy dovevano mandare un messaggio preciso: creare divertimento”. Ed aggiunse: “la parte superiore dei paraurti anteriori doveva essere piatta per poter appoggiare un paio di birre, i lati dovevano essere abbastanza alti da tenere lontani fango e sabbia dagli occhi. E il tutto doveva essere compatibile con la meccanica del Maggiolino. Poi ho aggiunto una forma femminile e quello spirito di avventura che desideravo”. Dopo avere ha protetto il copyright del design e avere aperto la società B.F. Meyers & Co, il giovane surfista californiano iniziò a vendere il suo dune buggy in kit (era la seconda generazione più facile da costruire) che costava 535 dollari. E nel 1966 il Manx originale partecipò ad una prova fuoristrada ‘estrema’ In Messico cercando di percorrere i 1533,2 km – che comprendevano varie aree desertiche – che dividono Tijuana a La Paz nel minor tempo possibile.
    Ci riuscirono lo stesso Meyers, che insieme al copilota Ted Mangels impiego solo 34 ore e 45 minuti (il record precedente era di 39 ore) e il risultato sul percorso di quella che oggi è diventata la celebre corsa Baja 1000 fece salire alle stelle la notorietà del Manx.
    Meyers chiuse la sua attività diretta nel 1971 dopo aver prodotto e venduto circa 6.000 dei suoi ormai iconici dune buggy, con clienti del calibro di Steve McQueen ed Elvis Presley. Moltissimi, in quel periodo, anche gli ‘imitatori’ che secondo stime – infrangendo il copyright di Meyers – produssero circa 300.000 ‘calessi per le dune’ ispirati al Manx.  
   

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