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Ultimo aggiornamento 21 Febbraio, 2024, 12:12:51 di Maurizio Barra
Occorre combattere l’emergenza usura e riciclaggio con le misure di polizia e con l’azione della magistratura ma ciò che serve, nel medio e nel lungo termine, è il ricorso all’arma della cultura, specie nei territori ‘fragili’; spesso questi due fenomeni sono analizzati separatamente dal contesto sociale dove sono disseminati. Da questa scissione derivano criticità e inadeguatezze nel contrasto e, ancor più, nella prevenzione. E’ la tesi della professoressa Annamaria Rufino, docente di Sociologia giuridica della devianza e del mutamento sociale nell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, secondo la quale “a monte, nell’affrontare il fenomeno, vi sono storiche stratificazioni gestionali, che si traducono in disattenzioni o semplificazioni più o meno volontarie, ma anche in sottovalutazione del ‘valore cultura’: proprio della cultura, che costituisce il nesso connettivo dei cittadini, giovani e meno giovani, con la loro terra”. In altre parole, spiega all’ANSA la studiosa componente del gruppo di ricerca Prin Usura e Riciclaggio, “studiare, leggere e produrre cultura sono i principali strumenti per rendere attivo e produttivo un territorio e una società, per combattere la devianza, l’emarginazione e la povertà”. Vedersi calpestate e sottratte aspirazioni, demoliti progetti di vita e riciclate idee “corrode, oltre che usurare l’investimento per il futuro”. Il ragionamento della professoressa Rufino è il seguente: “La narrazione che, spesso, connota gran parte dei territori del Sud Italia parla di un dato sconcertante, la povertà culturale. I due termini, povertà e cultura, vengono fatti coincidere con dati statistici, ormai accreditati da tempo: abbandono scolastico, inadeguatezza strutturale, bassissimo tasso di lettura, fuga dei giovani”. Studiare al Sud “non produrrebbe un investimento per il futuro dei giovani e di tutto il Sud. Purtroppo, sono dati reali. Tuttavia, il termine povertà andrebbe analizzato con maggiore attenzione, tanto più se abbinato all’aggettivo ‘culturale’. La povertà, in senso stretto e letterale e riferendoci agli standard accreditati a partire dalla Rivoluzione industriale, significa che si produce poco, da un punto di vista etimologico sarebbe da intendersi come risultato della contrazione di ‘pauca e parens’. Dunque, la cultura, di cui si dispone nel Sud, non basterebbe a vivere, perché non produce”. Rufino definisce questa condizione come “un sovraindebitamento culturale”, un meccanismo che “innesca una sorta di usura sociale”. Il debito culturale e sociale si sovrappone ‘a’ o coincide, molto spesso, ‘con’ il debito materiale”. Nell’uno e nell’altro caso, dunque, la possibilità di poter vivere un futuro accettabile diviene un lusso non raggiungibile. L’emarginazione giovanile trova, così – secondo la docente -“due strade percorribili, l’indebitamento materiale o la fuga. I due estremi si declinano, normalmente, con la disoccupazione, il lavoro nero o la rinuncia ad un lavoro coerente con le proprie aspettative, nel primo caso, cioè con l’indebitamento materiale; o con l’abbandono del proprio contesto sociale, affettivo e relazionale, nel secondo caso, cioè con la fuga. In entrambi i casi il proprio potenziale culturale e sociale é vittima di usura”. Questo ampliamento concettuale “non ci deve esimere dall’attenzione per ciò che concretamente rappresenta nei territori più poveri del Paese l’usura in senso stretto”. Tuttavia, i due ambiti non sono scindibili, o non dovrebbero esserlo, a parere della docente. “A fagocitare il potenziale di crescita, sia socio-culturale che economico-produttivo è l’erosione sistematica delle capacità e delle idee dei cittadini. Sottomettere giovani e meno giovani, disconoscendo le loro potenzialità, subordinati, come sono, a soggetti prevaricatori, coincide con la sottrazione delle idee, delle capacità e delle potenzialità. Una sorta di patto commissorio “regola” le dinamiche tra chi parte o rinuncia e chi si arroga il potere di gestire ciò che viene lasciato, la propria terra, la propria progettualità e la propria cultura” conclude la professoressa Rufino.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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