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Areus, dopo 26 anni una nuova rete di soccorso

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2024, 06:03:39 di Maurizio Barra

L’Areus, azienda regionale per
l’emergenza urgenza, è pronta alla grande sfida, quella di
rimettere mano alla vecchia rete di soccorso ferma da 26 anni.

   
La Regione ha licenziato il nuovo Piano presentato da Areus,
frutto di uno studio approfondito sui dati di attività, messi a
confronto con i tempi di percorrenza su strada, i tempi di volo
del servizio di elisoccorso dalle tre basi di Elmas, Alghero e
Olbia e la popolazione di riferimento, mappando comune per
comune. L’obiettivo è quello di portare importanti benefici
soprattutto alle zone particolarmente disagiate per via delle
difficoltà dei collegamenti viari.

   
Il Piano, dunque, si prefigge di garantire la copertura
ottimale e l’adeguata funzionalità dei percorsi clinico
assistenziali in un territorio vasto e complesso come quello
sardo. Si tratta di una revisione storica che per la prima volta
doterà la Sardegna di un nuovo sistema del soccorso extra
ospedaliero.

   
Attualmente la rete di emergenza – urgenza gestita da Areus è
garantita, oltre che con le 196 postazioni di base dislocate in
tutta la Sardegna in regime di convenzione, anche attraverso una
gestione diretta con personale e mezzi propri: 24 ambulanze
medicalizzate, un’automedica su Cagliari e 3 ambulanze
infermieristiche, (Macomer e Tortolì, Decimomannu). Completano
il servizio 3 elicotteri, ubicati negli aeroporti di
Cagliari-Elmas, Alghero-Fertilia e Olbia, quest’ultimo operativo
sulle 24 ore.

   
Grazie alla delibera del 15 febbraio scorso saranno presto
resi disponibili i fondi previsti dalla legge regionale 23: 7,4
milioni di euro che consentiranno una profonda riorganizzazione
della rete territoriale con una maggiore disponibilità di mezzi
di soccorso avanzati Areus su tutto il territorio regionale e un
incremento della presenza del Terzo Settore (sia in termini di
nuove sedi, che in termini di copertura oraria) indispensabile
sia dove le attuali richieste della popolazione eccedono la
disponibilità effettiva di mezzi di base, quanto nelle aree
maggiormente distanti dai principali centri abitati.

   

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