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Con Mercosur e altre intese di libero scambio, surplus commerciale

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Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2024, 15:53:26 di Maurizio Barra

Gli accordi di libero scambio tra l’Ue e i Paesi terzi aprono “nuove opportunità per gli esportatori agroalimentari europei”, contribuendo ad aumentare sia l’export che l’import, “con il risultato che la bilancia commerciale complessiva Ue aumenterebbe leggermente”. Lo scrive la Commissione europea nel suo report sull’impatto economico del Mercosur e di altre nove intese. Bruxelles stima che nel 2032 il valore dell’export agroalimentare Ue, forte dell’entrata in vigore dei dieci accordi, sarebbe compreso tra 3,1 e 4,4 miliardi di euro in più. Allo stesso modo, il valore dell’import Ue sarebbe compreso tra 3,1 e 4,1 miliardi in più.

Lo studio condotto dal Centro comune di ricerca della Commissione Ue si concentra sugli accordi con Australia, Cile, India, Indonesia, Malesia, Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), Messico, Nuova Zelanda, Filippine e Thailandia, di recente al centro delle proteste degli agricoltori – in particolare francesi – che temono forti ripercussioni sul mercato europeo all’ingresso di prodotti d’oltreoceano. La valutazione Ue del potenziale impatto delle dieci intese di libero scambio – recentemente conclusi o attualmente in fase di negoziazione – conferma che “l’impegno in relazioni commerciali preferenziali diversifica le fonti di importazione, migliorando così la resilienza delle catene di approvvigionamento alimentare dell’Ue”. E contribuisce “a consolidare la posizione dell’Ue come primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari”, sottolinea Bruxelles, ricordando che “nel 2022, la bilancia commerciale agricola positiva dell’Ue ha raggiunto i 58 miliardi di euro”.

In fatto di esportazioni, l’Ue prevede che all’entrata in vigore degli accordi si svilupperanno opportunità commerciali per i prodotti agroalimentari europei come i prodotti lattiero-caseari (+780 milioni di euro), vino e altre bevande (+654 milioni di euro) e i prodotti agroalimentari trasformati (+1,3 miliardi di euro). Cifre che, si legge nel documento, “testimoniano il vantaggio competitivo di cui godono i prodotti europei grazie ai loro standard di qualità, agli elevati standard di sicurezza e sostenibilità, che ne rafforzano la reputazione a livello mondiale”. Lo studio riconosce che “alcuni settori sensibili, in particolare la carne bovina, la carne ovina, il pollame, il riso e lo zucchero, dovranno affrontare una maggiore concorrenza da parte dei dieci partner”.

Per questo, viene evidenziato, Bruxelles intende mantenere “l’attuale approccio volto a proteggere sistematicamente i settori sensibili con contingenti tariffari attentamente calibrati”, uno strumento “essenziale” che “può contribuire a mitigare possibili perturbazioni del mercato, fornendo così protezione agli agricoltori dell’Ue”


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