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Nella sanità e nell'istruzione oltre 7 lavoratori su 10 donne

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Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2024, 00:47:40 di Maurizio Barra

Nel nostro mercato occupazionale,
stando ai dati del 2022, alcuni settori presentano “un elevato
tasso di femminilizzazione”, pari a circa il 79% nella sanità,
al 77% nell’istruzione, e del 53% nel comparto dell’accoglienza
(alloggi e ristorazione), mentre le donne sono
“sotto-rappresentate nel segmento manifatturiero (30% circa)”.
È quanto emerso oggi in un convegno che si è tenuto a Palazzo
Wedekind, a Roma, organizzato dal Comitato di indirizzo e
vigilanza dell’Inps, che ha puntato i riflettori sui divari di
genere del mercato del lavoro e nel sistema previdenziale,
evidenziando come, “nel corso degli ultimi dieci anni, la
percentuale di donne impiegate nel settore privato non agricolo
sia aumentata in modo marginale”, visto che “il tasso di
femminilizzazione, calcolato come la percentuale di lavoratrici
rispetto al totale degli occupati, è passato dal 40,6% nel 2010
al 41,7% nel 2022”.

   
E, in generale, però, si osserva una scarsa presenza ‘rosa’
nelle posizioni apicali e maggiormente remunerative: nel 2022,
infatti, “soltanto il 21% dei quadri e dei dirigenti è di sesso
femminile, percentuale che era del 13% nel 2010”. Pertanto, “il
vantaggio retributivo maschile nei redditi annuali è di circa il
40% – senza grandi variazioni negli ultimi 10 anni – mentre
scende a circa il 30% per le retribuzioni giornaliere”.

   

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