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Terzo mandato al voto, la Lega ritira l'emendamento per i sindaci e resta per i governatori

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Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2024, 15:34:48 di Maurizio Barra

Respinto l’emendamento della Lega al dl elezioni sul terzo mandato per i governatori delle regioni. In commissione Affari costituzionali, dove il provvedimento è all’esame, si sono espressi contro la proposta di modifica leghista, Fratelli d’Italia e Forza Italia sostenuti da Pd, M5s, Avs. A sostegno della Lega ha votato Italia viva. Azione non ha partecipato al voto. In tutto ci sono stati  4 voti favorevoli, 16 contrari, un astensione e un non ha partecipato. 

 

Ministro per i Rapporti col Parlamento Ciriani: “Sarebbe stato meglio ritirare l’emendamento”

“Non posso che ribadire che sarebbe stato meglio ritirare l’emendamento, perché il tema è molto difficile, molto complesso, secondo noi meritava un contesto più ordinato in cui fare la discussione”. Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, lo dice alla fine della riunione della commissione Affari costituzionali del Senato che ha bocciato il Terzo mandato per i presidente di Regione proposto da un emendamento della Lega.    

Il “contesto più ordinato in cui fare la discussione” cui fa riferimento Ciriani avrebbe potuto essere ad esempio “il Testo unico sugli enti locali”, spiega. Prendiamo atto della scelta, i colleghi della Lega hanno voluto portarlo al voto e la maggioranza si è espressa”, conclude.

“Il Parlamento puo’ sempre decidere di riaprire la discussione. Certo è che il voto, il dato politico,  è piuttosto netto”, ha spiegato Ciriani. “Avevo chiesto il ritiro dell’emendamento perché se ne sarebbe potuto discutere con un più calma, in maniera anche più approfondita e c’era la disponibilità da parte di tutti. L’accelerazione ha portato a questo risultato. Il Parlamento è sovrano ma la scelta è piuttosto netta”, ha ribadito.

Lega: “La partita non è chiusa, ci riproveremo”

“Ci riproveremo: per noi la partita non è chiusa. Siamo convinti che l’ineleggibilità di un rappresentante dei cittadini deve passare solo da un voto popolare. Non può essere una norma a dire che un governatore che ha fatto bene, gradito ai cittadini, non può essere eletto a causa della decisione dei partiti”. Lo ha detto il senatore della Lega Paolo Tosato. Il fatto che la maggioranza si sia divisa, ha aggiunto, “non è un problema, il governo ha lasciato libertà di voto correttamente, non c’è frattura né ripercussione sulle attività di governo, riproporremo il tema in futuro in altri provvedimenti. In Aula sul decreto elezioni non avrebbe senso vista la bocciatura registrata in commissione”.

Ok unanime al voto per i fuorisede alle elezioni europee

Approvata all’unanimità la proposta di Fratelli d’Italia volta a concedere agli studenti fuori sede di esercitare il diritto di voto al di fuori del Comune di residenza, in occasione delle elezioni europee dell’8-9 giugno.

La maggior parte dei fuorisede universitari vive in Emilia Romagna (oltre 86mila) e in Lombardia (oltre 83mila), 41mila li conta il Piemonte, 35 mila la Toscana, 55mila il Lazio, poco più di mille in Sardegna, 2600in Calabria, 7200 la Sicilia, sono solo 437 in Valle d’Aosta. 

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