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Argentina, Milei conferma “dollarizzazione” economia. E pensa alle isole Malvinas

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 12:45:58 di Maurizio Barra

Il presidente dell’Argentina Javier Milei ha confermato la sua intenzione di “dollarizzare” l’economia e proseguire con l’agenda di privatizzazioni stabilita. «Non c’è piano b», ha detto nel corso di un’intervista con il quotidiano economico statunitense The Wall Street Journal in cui ha anche evidenziato che il Paese cerca investimenti per proseguire con il risanamento fiscale, ha confermato che non entrerà nel Brics e non costruirà relazioni con nazioni “comuniste” e ha infine annunciato che inizierà colloqui “adulti” con il Regno Unito sulle Isole Malvinas.

Cercansi investimenti

Il presidente ha riferito di essere rimasto «sorpreso dalla velocità con cui stiamo ottenendo risultati, considerando i dati di quando abbiamo assunto la guida del Paese», Il risanamento dei conti pubblici è tuttavia un processo a lungo termine «la popolazione deve capire che questo processo può durare due anni». Fondamentale per Buenos Aires sarà ottenere fondi dall’estero. «Avremmo bisogno di investimenti perché nel corso del risanamento è possibile un calo dell’attività economica, una riduzione dell’occupazione il crollo dei salari reali», ha detto. Quanto alle privatizzazioni, saranno realizzate «il più rapidamente possibile». «Privatizzeremo tutto ciò che può essere privatizzato. Non si tratta di una questione di nomi, ma di questioni tecniche», ha aggiunto.

Rispunta il nodo Malvinas

Alla domanda sulla sua posizione rispetto alle alleanze e al posizionamento globale Milei ha spiegato di «non disapprovare» la possibilità che le aziende private possano negoziare con la Cina, ma di non condividere la visione geopolitica del colosso asiatico. «Non sarò alleato con i comunisti e rifiutiamo di far parte dei Brics. Ma la questione commerciale non dovrebbe essere toccata. Queste sono decisioni del settore privato. Dobbiamo separare la visione geopolitica da quella commerciale», ha affermato.

Sulla stessa linea, alla domanda sull’esistenza di piani per rivendicare la sovranità delle Malvinas, ha affermato «abbiamo deciso di avere una relazione adulta e iniziare a parlare della questione territoriale».

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