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Colpito da grave forma tetano, 22enne salvato nel Napoletano

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 20:28:16 di Maurizio Barra

Quando si è presentato al
pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di
Stabia con i chiari sintomi del tetano, le sue condizioni erano
disperate. La presa in carico dell’equipe medica alla quale è
stato affidato e le cure appropriate hanno però consentito di
salvare la vita al ragazzo, di appena 22 anni.

   
È una storia a lieto fine ed a raccontarla è l’Asl Napoli 3 Sud.

   
Tutto è cominciato durante alcuni lavori domestici, quando il
giovane si è ferito ad una mano con una vecchia porta
arrugginita. Dopo circa sette giorni è comparsa la tipica
sintomatologia del tetano. Il ricorso al pronto soccorso del San
Leonardo, dove il 22enne presentava i segni della malattia:
opistotono (contrattura spastica dei muscoli del tronco) e
trisma (impossibilità di apertura delle fauci), con spasmi e
gravi difficoltà respiratorie.

   
La situazione, gravissima, è stata però prontamente inquadrata
dai sanitari, con l’immediato ricovero in terapia intensiva
grazie all’intervento dalla dottoressa Maria Josè Sucre,
direttore di anestesia, rianimazione e terapia del dolore del
San Leonardo, e della responsabile Stefania Ciceraro.

   
Le cure successive sono state condotte, oltre che dagli
operatori della rianimazione, da un gruppo multidisciplinare,
con intervento di neurologi, cardiologi e anestesisti.

   
“Attualmente – fa sapere l’ufficio stampa dell’azienda sanitaria
– il paziente, che non aveva praticato il richiamo vaccinale, è
ancora in rianimazione ma il peggio è passato e non è più in
pericolo di vita. Il tetano, nelle condizioni in cui è arrivato
il ragazzo, ha un tasso di mortalità del 90%”.

   
Sempre dalla Napoli 3 Sud fanno sapere che “il caso è stato
riferito ed è di interesse dell’istituto superiore di sanità per
l’importanza che riveste in termini di azioni di prevenzione.

   
Inoltre, è un case-report proprio per l’elevato tasso di
mortalità, ma dimostra che il pronto riconoscimento della
patologia associata alla immediata intensivizzazione e terapia
possono evitare la morte del paziente”.

   

   

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