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Energia, è guerra tra utility e Poste. Iren e A2A: aprite gli uffici postali ai nostri prodotti

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 12:27:51 di Maurizio Barra

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria a carico di Poste Italia in materia di fornitura di energia elettrica e gas perchè non consentirebbe agli altri operatori del mercato di avvalersi della rete capillare degli uffici postali affinchè a loro volta possano vendere i propri prodotti. L’interessamento dell’Autorità è stato innescato dalla segnalazione, inviata nell’ottobre scorso da Utilitalia, nella quale si faceva presente che il gruppo dei recapiti aveva declinato la richiesta di alcune utility di poter collocare i propri prodotti presso gli uffici postali e, eventualmente, anche attraverso l’app di Poste Italiane.

L’istruttoria avviata su Poste Italiane

«Dagli atti del procedimento, risulta che Poste Italiane, in presenza di esplicite richieste inviate tra giugno e luglio 2023 da due società concorrenti di PostePay nei mercati della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas naturale (A2A Energia e Iren Mercato) di accesso, a parità di condizioni e ai sensi dall’articolo 8, comma 2-quater, della legge n. 287/1990, alle risorse messe a disposizione di PostePay per promuovere e commercializzare l’offerta Poste Energia, avrebbe negato tale accesso, si legge nel documento di avvio del procedimento».

Antitrust: Poste concessionaria del servizio universale, servizi aperti a tutti

Secondo l’Autorità l’obiezione sollevata dai competitor di Poste può trovare fondamento nel fatto che «Poste, in quanto affidataria del servizio universale postale, laddove renda disponibili beni o servizi, anche informativi, di cui abbia la disponibilità esclusiva in dipendenza delle attività svolte nel perimetro del servizio universale postale a società da essa partecipate o controllate nei mercati diversi da quelli postali, è tenuta a rendere accessibili tali beni o servizi, a condizioni equivalenti, alle altre imprese direttamente concorrenti». Un problema non da poco per il gruppo dei recapiti, anche se verrebbe da pensare che il mantenimento degli uffici postali ha un costo per il gruppo guidato da Matteo Del Fante, solo in una parte ricompensato dalla remunerazione che lo Stato riconosce per il servizio universale, e quindi chi volesse accedere a quei servizi dovrebbe comunque riconoscere un corrispettivo. In ogni caso per l’Autorità la eventuale restrizione alla concorrenza effettuata da Poste è aggravata dalla situazione contingente attraversata dal settore della vendita di energia.

La possibile restrizione del mercato aggravata dalla fine della maggior tutela

Si spiega, infatti, «che le condotte di Poste Italiane si inseriscono in un contesto singolare, caratterizzato dalla fine dei regimi tutelati nella fornitura di energia elettrica e gas naturale, che ha favorito l’entrata di numerosi nuovi operatori e che la recente parziale proroga della maggior tutela nelle forniture di energia elettrica a tutto giugno 2024 ha ulteriormente ampliato il periodo temporale in cui gli utenti domestici avranno la possibilità di scegliere il fornitore sul mercato libero». E ancora, si ritiene che «in tale periodo di transizione gli operatori attivi abbiano forti incentivi ad attrarre nuovi clienti provenienti dal regime tutelato, aumentando così la pressione concorrenziale in questi mercati, e che in questo contesto un vantaggio competitivo esclusivo e difficilmente replicabile come quello su cui può contare PostePay appaia idoneo ad alterare illegittimamente e irrimediabilmente le dinamiche concorrenziali, in quanto PostePay sarebbe in grado di attrarre nuovi clienti contattando i numerosi utenti che ogni giorno utilizzano i servizi postali e finanziari del gruppo Poste.

La richiesta di Utilitalia: Poste sospenda l’offerta di energia

Utilitalia ha richiesto misure cautelari quali «un ordine rivolto a Poste Italiane di interrompere le attività di promozione e commercializzazione dell’offerta Poste Energia per mezzo dei beni e servizi di cui Poste Italiane dispone in virtù del proprio ruolo di fornitore esclusivo del servizio universale postale, almeno finché non ne sia garantito l’accesso a condizioni equivalenti anche agli operatori concorrenti.» L’Agcom valuterà ora il da farsi. Il procedimento si concluderà entro il 19 luglio 2024.

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