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Operatori 118, 'nuovo piano Areus senza consultarci'

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 04:40:04 di Maurizio Barra

Le due delibere della Giunta
regionale che riguardano il mondo dell’emergenza sanitaria,
gestita da Areus, “stravolgono i fondamentali del servizio 118
attualmente in essere, senza curarsi minimamente del parere
degli enti del Terzo settore che sostengono il servizio di
emergenza sanitaria in Sardegna per l’80%”. E’ quanto
sostengono, in una nota, i rappresentanti delle organizzazioni
del Terzo settore
che operano nel Servizio di emergenza-urgenza 118.

   
In particolare, “la delibera n.4/59 – spiegano – ridisegna il
piano territoriale e le risorse operative attuali, prevedendo la
chiusura di postazioni e l’apertura di nuove, con una precisione
goniometrica, ma senza alcuna considerazione delle realtà
territoriali che storicamente esistono e hanno, da sempre,
supportato il sistema 118. Il piano è nato su proposta di Areus
che, naturalmente si è ben guardata di prendere in
considerazione i rilievi sollevati dalle rappresentanze degli
Ets, già espressi nel 2022, bocciando la prima stesura del
progetto. Non rispettando, quindi, quanto previsto dalla
normativa circa le fasi di co-progettazione e co-programmazione
dei rapporti”.

   
“La delibera n.9, art.49, comma 3, introduce, invece, dei
nuovi criteri del testo della convenzione che regolamenta il
servizio di base svolto proprio dagli Ets – proseguono gli
operatori del 118 – e, anche in questo caso, senza alcun
coinvolgimento delle rappresentanze. Questa delibera modifica i
parametri d’età degli autisti soccorritori da 65 a 70 anni, fra
l’altro, si tratta di una modifica più volte richiesta da una
parte della rappresentanza del volontariato e mai concessa da
Regione e Areus, con la motivazione di una presunta
incompatibilità con la legge sulla sicurezza del lavoro, che
oggi diventa ammissibile, stranamente a tre giorni dalle
elezioni regionali. Sulla stessa delibera viene introdotta una
convenzione che ha, nell’oggetto, la possibilità di svolgere
servizio di automedica con solo autista volontario e due
operatori (medico e infermiere) forniti da Areus, quindi con
equipaggio misto, sfruttando, però, quanto previsto per il
servizio di emergenza sanitaria di base con ambulanza eseguito
da soli volontari”.

   

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